“A l i
B a b a” (ladri)
No ! Non è vero nulla, gli americani non hanno mai lasciato
questo Paese, sono sempre qui onnipresenti anche se nessun americano sa
dov'è l'Iraq o qualsiasi altro paese al mondo che non fosse gli usa. Controllano, sorvegliano, spiano e danno ordini. Ogni cosa che possa avere il simbolo del potere è sotto il
loro controllo, gli aeroporti, la zona verde delle ambasciate, anche dai
loro mezzi sofisticati e super armati centellinano il respiro degli
iracheni. Questo popolo ha una grande pazienza e sopportazione !!! Sono passati quasi nove anni dall'inizio della guerra e tutto
è fermo come allora, palazzi e strade sventrate e distrutte, mummificate
dal tempo e dalla sabbia che il vento porta ogni giorno con se dal
deserto. Ma dov'è la ricostruzione? Dove sono i miliardi di dollari “spesi”
dall'Occidente per iniziare una nuova vita ? Sono passati quasi nove anni e l'elettricità e l'acqua sono
ancora un sogno irraggiungibile per gli iracheni. Poche ore al giorno di elettricità, due, raramente quattro,
quando le temperature dopo il tramonto vanno dai 42/44 gradi, di giorno
anche 50 e, non ancora arriva l'estate quando oscillano tra i 58 e i 63. Questo significa la morte sicura per molti malati e anziani
e, se paragoniamo l'allarmismo tutto italiano che a solo 28 gradi,
esperti e commentatori fanno attraverso le televisioni, ma si sa, a noi
piace sempre esagerare... I check point aumentano invece di diminuire, solo pensare di
percorrere l'anulare di Baghdad tra lunghissime file di auto, per poi
entrare in uno spaventoso budello, in un imbuto soffocante per essere
controllati e passati ai raggi x è un vero incubo. Le strade di Baghdad sono tutte così, radiatori che scoppiano
e macchine incidentate; ogni giorno, per tutti i giorni dell'anno, cento
volte al giorno da nove anni, 13 di embargo e centinaia di migliaia di
morti innocenti. Questa è la nuova democrazia imposta ed esportata
dall'occidente, ma nessuno, americani per primi, ancora si accorge che
qui manca tutto, l'acqua, la luce, la sicurezza, il lavoro e soprattutto
la democrazia. E se gli iracheni vivono la peggiore storia della loro vita,
gli americani la vivono rinchiusi
come topi dentro le loro fortezze super protette certi di poter
rubare tutto all'Iraq, dal petrolio alle opere d'arte, dalle ceramiche
azzurre della civiltà a piccole schegge di ricordi sumerici che per loro
sono: piccoli tesori, feticci di una occupazione ingiustificabile e
simboli di arredo. Ieri ho ripercorso Carrada a piedi per tutta la sua lunghezza,
passando davanti al teatro nazionale, fino alla bellissima e ancora
intera fontana dei “40 ladroni” (ma le anfore per la verità sono 44), la
vecchia e distrutta scuola militare dell'aviazione, gli sfavillanti
negozi di nerghile e, poi tante, tantissime vetrine di ori splendidi
fino ad un grande negozio di abbgliamento sportivo
"Ferrari". Vado alla ricerca di qualche negozio che venda del vino, lo
trovo e prendo tre bottiglie di ottimo vino libanese, il mio portato
dall'Italia è terminato, un po' per averlo bevuto, un po' per averlo
regalato agli amici il resto per averlo poi portato al pranzo a base di
masguf offerto dal carissimo amico Qasim al club degli artisti che
dirige magistralmente. La strada è sempre affollatissima di gente ma l'attenzione
per la propria sicurezza non deve mai venire meno, così se guardi una
vetrina con un occhio, con l'altro controlli movimenti e macchine
sospette. Questa strada è stata sempre un obiettivo ambito per gli
attentati soprattutto i mercati che la fiancheggia. Camminare tra la gente di questo Paese è di un fascino unico,
a volte riesci a percepire
dal respiro tutta la paura e l'ansia che vive, tutta la tristezza e
l'insicurezza di un futuro imprevedibile, ma in ogni movimento o gesto
c'è tutta la passione, l'allegria, la voglia di vivere e di lottare
mentre tutta Baghdad come ogni giovedì ti trascina inesorabilmente tra i
suoni delle trombe e dei tamburi e a tarda sera il ciobi sovrasta tutti. Mentre cammini per Baghdad ti accorgi di bitte e muraglie di
cemento armato, di camminare praticamente in una trincea continua da
Adamia a Dora a Babb-Al
Muazm a Sciarii Palestina
; ogni strada, ogni
incrocio, ogni quartiere ha il suo muro della vergogna. E non puoi fare a meno di non pensare ai nostri falsi idoli e
ai nuovi “esempi” decrepiti e marci della nostra società usciti dal g.f.
o dall'isola dei cretini. Ti accorgi solo allora che per poter capire, testimoniare,
essere credibili, bisogna esserci e vivere con la gente; condividere con
loro le stesse emozioni, la rabbia, il caldo soffocante, la felicità e
il dolore. Qui non c'è nulla che possa sembrare anche lontanamente una
parvenza di democrazia, ma a noi fa comodo così e ci piace mentire
spudoratamente e farlo credere agli altri. Basterebbe dare agli iracheni quello che è normale in
qualsiasi altro paese civile al mondo: Acqua, Luce fognature e lavoro;
il resto sarebbe tutto molto più facile, anche per la democrazia forse. Evidentemente l'incertezza e la instabilità fanno troppo
comodo a molti. Ma a chi e per quale motivo ?
Ecco perché gli iracheni, senza nessuna differenza religiosa
o etnica, che siano sunnuti, sciiti, cattolici o altro, per indicare gli
americani hanno un solo termine “Ali Baba”.
Baghdad, 26 giugno 2011
Tusio De Iuliis |






Nuova Missione in IRAQ
Il prossimo 9 giugno partirà una nostra missione a Baghdad con l'obiettivo di arricchiere e potenziare la Biblioteca "Sala Città di Pescara Biblioteca Ignazio SILONE" realizzata e inaugurata nel giugno 2009 presso il Dipartimento di Italiano della Facoltà di Lingue dell'Università di Baghdad.
Grazie al nostro Ministero della Difesa, quello degli Esteri e l'Ambasciata Italiana in Iraq siamo riusciti ad ottenere un C130 per il trasporto di circa 2 tonnellate di libri donati dalla Rizzoli di Milano e un passaggio aereo per due membri dell'Associazione: Tusio De Iuliis e la giornalista Maurizia Bonvini
Spoltore, 07 giugno 2011
CONFERENZA STAMPA
Mercoledì 8 Giugno alle Ore 12.00
Sala Giunta Comune di Pescara
Nuova Missione in IRAQ
Il prossimo GIOVEDì 9 giugno, una delegazione della nostra Associazione partirà per un’altra missione in Iraq con l'obiettivo di arricchire e potenziare la Biblioteca "Sala Città di Pescara Biblioteca Ignazio SILONE" realizzata e inaugurata già nel giugno 2009 presso il Dipartimento di Italiano della Facoltà di Lingue dell'Università di Baghdad.
Grazie all'impegno della nostra Ambasciata in Iraq siamo riusciti ad ottenere dal Ministero della Difesa e da quello degli Esteri un C130 per il trasporto di circa 2 tonnellate di libri donati dalla Rizzoli di Milano (caricati già il 3 giugno all'aeroporto militare di Pisa e un passaggio aereo per due membri dell'Associazione: Tusio De Iuliis e la giornalista Maurizia Bovini che partiranno con altro volo militare giovedì 9 giugno dall’aeroporto di Roma Fiumicino.
L’arrivo a Baghdad è previsto il 10 giugno intorno alle ore 11.00 dopo una sosta di almeno 7 ore all’aeroporto di Al-Badeen (Abu Dabhi).
Si ringraziano per la preziosa collaborazione: la Provincia di Pescara, il Sindaco e l’Amministrazione comunale di Pescara, il Sindaco e l’amministrazione di Spoltore, la Regione Abruzzo, la Città di Pescina.
Per meglio conoscere gli obiettivi (che sono tanti) e i particolari di questa missione, invitiamo la stampa scritta e parlata ad intervenire
Il presidente
Tusio De Iuliis







