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di Massimo Mazzucco |
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Los Angeles, 07 Febbraio 2005. Mentre il nome di Osama bin
Laden circolava già da qualche tempo, di Al-Qaeda, la tentacolare organizzazione terroristica da
lui fondata, fino al 12 Settembre 2001 nessuno aveva mai sentito parlare.
Quella che segue è la ricostruzione delle presunte attività di questa organizzazione, secondo le notizie fornite nel
tempo dalle fonti ufficiali. 1988
- NASCITA L'organizzazione
terroristica Al-Qaeda, che significa "la base", sarebbe stata
fondata da bin Laden nel
1988 a Peshwar, in Afghanistan. A quel che è dato
sapere, lo stesso bin Laden
era stato fino a poco prima al soldo della CIA, avendo condotto la guerra
dell'Afghanistan contro i Russi che avevano invaso il paese. Fu infatti grazie al sostanzioso supporto militare
americano, di cui bin Laden
era il tramite, che i Talebani riuscirono a
scacciare gli occupanti e ad installarsi a potere. A questa vittoria miltare sarebbero seguiti anni di sereno accordo fra il
governo di Kabul e quello di Washington. Per quale motivo bin
Laden abbia fondato questa organizzazione,
rivoltandosi contro il paese che lo aveva appena aiutato e per il quale
lavorava, non è dato sapere con certezza. Lui non
lo ha mai spiegato ufficialmente, e dobbiamo quindi affidarci alle ipotesi
generiche, avanzate dai media, che farebbero
risalire questa sua scelta a certe sue frasi contro la presenza americana sul
suolo saudita. Ma a differenza, ad esempio, di Arafat, che fondò Al Fatah
rendendo noto al mondo l'intento di scacciare gli israeliani dalla Palestina,
Al-Qaeda sarebbe nata in sordina, e vi sarebbe
rimasta per sempre: ad oggi infatti non ha mai agito ufficialmente, non ha
mai emesso un solo proclama, non ha mai rivendicato in maniera diretta un
solo attentato, e bin Laden
ha sempre parlato senza mai nominarla direttamente. Se non sapessimo che esiste grazie alla CIA, non lo
sapremmo probabilmente del tutto. 1991
- SUDAN Tre anni
dopo la fondazione, bin Laden
sposta la centrale operativa di Al-Qaeda
in Sudan, dove apre alcuni campi di addestramento per aspiranti terroristi.
Risalgono a quello stesso periodo voci di tentativi che bin
Laden avrebbe fatto,
sempre per conto della CIA, di assassinare il leader libico Geddafi, nel
paese confinante. [Quest'ultima informazione non fa parte di quelle
fornite dai media ufficiali]. 1993 - BOMBA AL WORLD TRADE CENTER. UN EPISODIO-CHIAVE
Il 23
Febbraio 1993 esplosero circa 500 chili di tritolo, contenuti in un
furgoncino parcheggiato all'interno della Torre Nord del World Trade Center. Allora morirono sei persone, e ne restarono
ferite più di trecento. Per questo attentato sarebbe
stato arrestato, e poi condannato all'ergastolo, un arabo di nome Ramzy Yousef, che aveva
ricevuto l'incarico di piazzare l'esplosivio da un
ex-militare egiziano in pensione, tale Salem. Si
sarebbe poi venuto a sapere che in realtà Salem era stato assoldato e fornito
dell'esplosivo direttamente dall' FBI, che gli aveva
detto trattarsi di una carica minima, intesa solo a collaudare le procedure
di emergenza della Torre. Esiste infatti la
registrazione di una telefonata, fatta segretamente dallo stesso Salem, nella
quale egli protesta vivamente con il capo dell'FBI di New York, una volta
resosi conto della potenza effettiva dell'esplosivo. Pare però
che durante la telefonata Salem venga "convinto" a procedere comunque,
anche se per fortuna Youssef parcheggiò poi il
camioncino lontano dalle colonne centrali di supporto - come avrebbe voluto il piano originale
- provocando un danno molto minore del previsto. Salem fece poi avere il
nastro della sua telefonata al New York Times e al Chicago Tribune, che ne parlarono un paio di
volte, finchè il tutto ricadde nel più profondo
silenzio mediatico. 1996
- ARABIA SAUDITA Attentato
in Arabia Saudita contro una caserma di militari americani. Dicciannove i morti, nessuna rivendicazione ufficiale da
parte di nessuno. Comincia a girare il nome di bin Laden, come presunto sospetto, anche se non viene alla luce nessun elemento che permetta di attribuire
a lui le responsabilità dell'attentato. 1998
- FATWA bin Laden pronuncia una "fatwa"
- termine islamico per condanna
universale a sfondo religioso - contro "gli Stati Uniti", in cui invita
i musulmani in tutto il mondo ad attaccare e colpire genericamente gli
americani e i loro interessi nel mondo. Per fortuna nessuno gli dà retta,
anche perchè la notizia è retroattiva, nel senso
che il mondo ne viene a conoscenza solo molto dopo,
quando i media ufficiali si ricordano di farcelo sapere. (Evidentemente esiste anche una fatwa silenziosa). 7
Agosto 1998 - KENIA E TANZANIA Bombe
alle ambasciate americane in Kenia e Tanzania, che ripropongono la situazione già vista in Arabia Saudita.
Nessuna rivendicazione ufficiale, nessun elemento che permetta di puntare il
dito su qualcuno in particolare, con il nome di bin
Laden - sussurrato
sempre più insistentemente dai media -
che comincia a diventare più familiare alle orecchie del grande pubblico. (Mentre per ora di Al-Qaeda non si è mai parlato). 12
Ottobre 2000 - ADEN Esplosione
lungo la fiancata di una nave americana nel porto di Aden,
nello Yemen. Diciotto i marinai uccisi, più due
attentatori. Forte ondata di sdegno in America. "E stato sicuramente bin Laden",
annunciano ora con voce sicura i media mondiali. Vista col senno
di poi, sembra quasi una prova generale per gli eventi dell'autunno seguente.
11
Settembre 2001 - TORRI GEMELLE E PENTAGONO Perquanto questa volta bin
Laden si faccia addirittura vivo di persona, la
sera del 12 Settembre, dicendo che lui con gli attentati non c'entra (e suggerendo di guardare piuttosto ai servizi
segreti di "certe nazioni"), questi gli vengono attribuiti a viva forza da una tambureggiante
campagna mediatica globale, che in pochi giorni lo
trasforma nel Male Incarnato del nuovo millennio. Dopo qualche
giorno si scopre finalmente dell'esistenza di Al-Qaeda, nonostante la stessa Condolezza
Rice, al sentirla nominare in una riunione di
vertice, pare che abbia chiesto "Al
... chi?" Si sarebbe poi giustificata davanti ai giornalisti
spiegando che non aveva sentito bene. DALL'11
SETTEMBRE AD OGGI Una volta
che il mondo ha saputo della sua esistenza, Al-Qaeda
torna nel silenzio da cui non era mai uscita, visto
che si era pure dimenticata di rivendicare gli attentati più spettacolari e
significativi della storia. Nonostante questo, e senza
fornire al mondo lo straccio di una prova, è ufficialmente per dare la caccia
a bin Laden ed alla sua
organizzazione che gli Stati Uniti attaccano l'Afghanistan, il 7 Ottobre di quell'anno. Si verifica allora nei media una progressiva
sovrapposizione fra il termine "Talebani",
ovvero la casta islamica al potere da quando ce la mise la CIA, con Al-Qaeda, ovvero "terroristi"
in senso lato. Si ha così l'impressione, dopo il rovesciamento dei Talebani a favore di un governo impiantato da Washington,
che Al-Queda sia stata
sgominata, o perlomeno ferita a morte. Bin Laden però, per quanto
circondato sulle alture di Tora Bora, al confine
col Pakistan, riesce miracolosamente a sfuggire alla cattura. Ma ormai le attenzioni stanno vertendo tutte sull'Iraq, al
punto che Bush definisce bin
Laden "irrelevant" (insignificante) davanti ad un gruppo
di giornalisti allibiti. Nel Marzo
del 2002 entra in funzione l' "Homeland Security Departmement", capitanato da un ex industriale di nome Tom Ridge, il cui compito è di
proteggere gli Stati Uniti da qualunque minaccia terroristica al proprio
territorio. E nel Giugno 2002 Tom Ridge segna con grande clamore
il suo primo successo, arrestando un certo Josè Padilla, che si sarebbe introdotto negli Stati Uniti
portando con sè materiali che sarebbero potuti
servire per fabbricare una "dirty bomb",
una specie di bomba atomica casalinga. Padilla è "sospettato
di avere collegamenti con Al-Queda".
Nella primavera del 2004, dopo un penoso ed interminabile iter giudiziario, i
federali riconoscono però di non avere nessuna prova contro di lui, e Padilla finisce completamente scagionato da ogni accusa.
Del materiale che sarebbe servito a fabbricare la bomba, e che si presume
avrebbe inchiodato Padilla, non si hanno più notizie. Grazie
alle leggi di emergenza introdotte dal Patriot Act, altre mille e duecento persone circa, quasi tutte di
origine araba, finiscono agli arresti in poche settimane, senza poter
ricorrere ad un avvocato e senza poter comunicare in alcun modo con
l'esterno, per il solo motivo di essere "sospettati di collegamento con Al-Qaeda". Ed è
soltanto sul finire del 2003, dopo un pesante intervento del
New York Times, che buona parte di questi
viene liberata, senza che uno solo di essi sia stato in seguito condannato
per alcunchè. Ad oggi non si ha notizia di un solo
arresto o di una sola condanna di un solo membro di Al-Queda - a parte
quello di Khalid Mohammed,
di cui parliamo a parte - o di chiunque fosse stato inizialmente
"sospettato di essere collegata
con Al-Queda". Nel
frattempo i media ci informano che la cifra di appartenenenti all'organizzazione si aggira sulle 18.000
unità, con operazioni di reclutamento attive praticamente in ogni moschea del
mondo occidentale. Come facciano a tenere una contabilità così precisa, senza
riuscire a prenderne nemmeno uno, non è ancora stato
reso noto. Da questo punto in poi il nome di Al-Qaeda inizia ad apparire regolarmente sui media, in
occasione di ogni attentato che avvenga nel mondo. 12
Ottobre 2002 Bomba in
una discoteca a Bali, in Indonesia. Duecento i
morti, molti dei quali turisti occidentali. Accusato un
gruppo di militanti islamici locali, "sospettato
di essere collegato con Al-Qaeda". 21
Marzo 2003 Arrestato
in Pakistan Khalid Mohammed,
nominato prima. E' accusato di essere l'uomo di bin
Laden che ha materialmente organizzato gli
attentati dell'11 Settembre, tenendo i contatti con
i futuri dirottatori, ed occupandosi dell'intera logistica da una cabina
telefonica in Pakistan, per non esser intercettato. Si è in seguito saputo
che Khalid non parla una parola di
inglese. Khalid sarebbe tutt'ora in prigione,
anche se di lui non si è mai più saputo nulla, nè
si ha alcuna notizia del processo a suo carico che chiunque si aspetterebbe
invece di veder iniziare al più presto. 12
Maggio 2003 Bombe ad
un complesso edilizio americano, a Ryad. Questa
volta è Israele a farsi carico direttamemte di
accusare Al-Qaeda, prima ancora che Powell avanzi cauti sospetti sulla medesima. Al-Qaeda, come al solito,
preferisce tacere. 16
Maggio 2003 Bombe a
Casablanca, in Marocco. 45 i morti, nel mirino degli
investigatori un gruppo fondamentalista locale,
"sospettato di avere legami con al-Qaeda". 15
Dicembre 2003 Bombe in due sinagoghe e un edificio che ospita uffici
britannici in Turchia, proprio nel giorno in cui Bush
è in visita da Tony Blair. E' quest'ultimo, tramite il suo ministro degli esteri, a far
sapere al mondo che l'attentato "è
con tutta probabilità opera di Al-Qaeda".
Si nota
ormai con chiarezza un mutamento radicale nelle modalità
operative del terrorismo moderno. Dato per sempre l'addio al vecchio "volantino", che veniva regolarmente lasciato in un cestino della
spazzatura, ormai al-Queda pare affidarsi
ciecamente alle stesse autorità che colpisce, per vedersi attribuire
correttamente ogni attentato che compie. Questa
situazione arriva al parossismo nel Marzo 2004, quando quattro bombe uccidono
quasi 200 persone alla stazione di Madrid, e l'attentato viene
prima attribuito dal governo spagnolo all'Eta
basca, ma poi, dopo un vigoroso intervento di Washington, passa
definitivamente sul tabellone di Al-Qaeda. Nel
frattempo, sono trascorse almeno 48 ore in cui l'attentato sarebbe stato
attribuito ad un'organizzazione sbagliata, mentre Al-Queda
non faceva il minimo tentativo per reclamare ciò che le spettava di diritto. Evidentemente
contava sulle capacità della CIA di arrivare comunque
alle giuste conclusioni. Stanco forse di tutte queste battaglie, il 15 Aprile
2004 bin Laden offre
all'Europa (?) una tregua,
se smetterà di prendersela coi musulmani un pò dappertutto, e se ritira le sue truppe dalla
coalizione in Iraq. L'Europa
però non cede, e così il 29 Maggio 2004 alcuni
terroristi - che "si sospetta
siano collegati con Al-Qaeda" -
prendono in ostaggio un edificio a Khobar, in
Arabia Saudita. Alla fine del sanguinoso blitz, nel quale i terroristi
riescono miracolosamente a scappare, gli unici europei che risultano
fra le 22 vittime sono un olandese di passaggio e un cuoco italiano che
lavorava sul posto. Fortunatamente
a quel punto Al-Qaeda decide di non infierire, e
l'intera campagna elettorale americana si svolge così in piena tranquillità. Ma bin Laden
non dimentica di farsi vivo di persona, proprio tre giorni prima delle
elezioni, per rammentare agli americani che la partita non è ancora
terminata. Anche perchè di questo passo, con
almeno 18.000 reclutati che ancora scalpitano per immolarsi, rischiamo di
averli fra i piedi per tutto il terzo
millennio. Massimo
Mazzucco |