IL SOLE 24 ORE 10.02.05

 

L'inchiesta

 

Scandalo "oil for food": Formigoni attacca Il Sole 24Ore

Contro di me sinistra e Confindustria per ragioni elettorali. La replica di Gatti: risponda alle domande.

 

10.02.2005

 

Dura polemica tra il presidente della Regione Lombardia e il Sole24Ore a proposito della pubblicazione dell'inchiesta oil for food sulla quale sta indagando una commissione dell'Onu. La vicenda fa riferimento al programma varato nel 1996 "petrolio in cambio di cibo" e alla deroga allo stretto embargo imposto all'Irak dopo la prima guerra del Golfo. Il ritrovamento a Baghdad di un elenco con 270 nomi di personalità occidentali che hanno ricevuto milioni di barili di greggio in cambio dell'appoggio alla campagna di Saddam contro le sanzioni, ha dato il via all'indagine giornalistica.

Nell'inchiesta, realizzata da Claudio Gatti per il Sole 24 Ore e il Financial Times , si chiama in causa Formigoni, che ieri aveva definito i recenti articoli dei due quotidiani "minestra riscaldata".
Oggi il presidente della regione Lombardia torna sull'argomento con toni più forti: ""Mi attaccano la sinistra e il vertice di Confindustria, perché siamo a 50 giorni dalle elezioni e vogliono favorire i miei avversari politici. L'operazione è tutta sola italiana ed è serissima e ha due mandanti: primo il Sole 24 Ore con i suoi nuovi padroni, che riprende una notizia già data un anno fa, secondo la sinistra politica e le sue Gazzette che cercano di amplificare questa notizia. Mi attaccano perché difendo, ho sempre difeso le imprese italiane, mi attaccano perché parlo di pace anche all'interno di Paesi in guerra assumendomi tutti i rischi personali e politici".
«Non ho preso nè una goccia di petrolio nè un centesimo di denaro. Probabilmente questi appunti, se corrispondono a verità, indicano che alcune società segnalate da queste personalità si sono viste attribuite
quantità di barili di petrolio. A fianco del nome di Putin c'era scritto per esempio 1.366 miliardi di barili di petrolio. Vuol dir che Putin ha preso personalmente questi barili? Non credo, certo non ho preso io i miei 24 milioni di barili attribuitimi. Le società da me segnalate hanno preso
quantitativi di petrolio? Se è così, bene, ne sono contento. Poi queste società hanno agito male? Ne risponderanno al termine di inchieste che prevedo lunghe, approfondite e complicate e che saranno inchieste internazionali e non di un singolo paese».

"Lavoro per il Sole 24 Ore e scrivo per il Financial Times». Replica così il giornalista Claudio Gatti, autore degli articoli che era presente alla conferenza stampa di Formigoni e che invano alla fine ha cercato di rivolgere alcune domande al presidente della Regione.
«È un anno - spiega Gatti - che cerco di chiedere al presidente Formigoni quali rapporti ha, se ne ha, con la società Cogep; quale mandato aveva il suo emissario a Baghdad Marco De Petro e qual era la sua responsabilità; e se sapeva che il signor De Petro ha firmato un contratto per conto della Cogep. A queste domande non ho mai avuto una risposta e oggi - ribadisce - mi è stato detto che abbiamo scritto e riciclato cose vecchie».

Claudio Gatti, che lavora su questa inchiesta da oltre un anno, assicura di aver telefonato personalmente un paio di mesi fa sia all'ufficio della presidenza a Roma, sia a Milano e che in entrambe le occasioni gli è stato detto che De Petro lavora ancora nell'ufficio della presidenza. «La sua firma - continua Gatti - è stata trovata su documenti che non sono stati rinvenuti in un ufficio bombardato di Baghdad, ma negli archivi dell'Onu a New York».

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10 febbraio 2005