Un anno dopo: un
Iracheno parla da Baghdad
Amy Goodman
13-05-2004
www.resistenze.org
- popoli resistenti
Un anno dopo: un
Iracheno parla da Baghdad
da Michel Collon
[mailto:michel.collon@skynet.be]
(traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di
Padova)
Quando un anno fa le bombe stavano cadendo su Baghdad, l’ingegnere in pensione Ghazwan al-Mukhtar ci aveva
dichiarato: “Per me la sigla UK/USA (Regno Unito/USA) significa United to Kill
Us All, Uniti per
Ammazzarci Tutti.”
Nel primo anniversario di "Shock and Awe –
Colpisci e Terrorizza", Ghazwan si è messo in
comunicazione con noi da Baghdad per uno sguardo retrospettivo ad un anno
dall’occupazione USA.
Ghazwan Al-Mukhtar, un ingegnere Iracheno in pensione, che aveva portato a
conclusione i suoi studi negli USA come ingegnere civile, ci parla da
Baghdad.
Amy Goodman: Può
descriverci l’attuale situazione in Iraq, un anno dopo l’inizio
dell’invasione?
Ghazwan Al-Mukhtar:
Bene, da dodici mesi sono stato liberato dalla fornitura di acqua
potabile, liberato dall’elettricità, liberato dal mio telefono; forse tra poco
verrò liberato anche della vita.
L’invasione non è niente più che un allargamento di questi…benefici – è cosa
peggiore esserne esenti!
Il sistema sanitario è collassato; il sistema per la fornitura di acqua potabile e il sistema fognario si sono deteriorati
ancora di più. La situazione della sicurezza è orrenda. Non si può uscire di
casa di notte al sicuro. I bombardamenti avvengono di continuo. Almeno una
volta al giorno sentiamo arrivare una bomba. A dire il
vero, sentiamo più di una bomba, come viene riportato
dai media d’informazione. Ora veniamo al sistema telefonico –
da un anno noi siamo senza un sistema telefonico. Io tuttora non ho una
linea telefonica. Le linee a terra sono state totalmente danneggiate. Il
sistema ospedaliero è proprio andato in rovina. Quindi, ci troviamo in una
situazione peggiore di quella di un anno fa. E non si prevedono
prospettive di miglioramento nel mese prossimo, o per i prossimi mesi, e
nemmeno fra un anno, visto che il tentativo – che nessuno sforzo è
assolutamente visibile relativamente alla
ricostruzione di tutti questi servizi. Perciò, un anno dopo l’invasione
dovrei dire che vivere a Baghdad è miserabile. Invece lo è molto di più – è
molto peggio di come si viveva nel 2003.
Amy Goodman: Qual’è l’atteggiamento verso i
soldati U.S.A.?
Ghazwan Al-Mukhtar:
L’atteggiamento verso i soldati U.S.A. è diventato più ostile, in quanto i
soldati U.S.A. maltrattano la gente e si comportano in modo scorretto con le
persone. Stanno sparando contro tante persone. Proprio ieri hanno ammazzato un
fotografo e un giornalista del quotidiano Al-Arabiyah,
secondo quello che riferiscono testimonianze oculari,
ed io l’ho visto in televisione. È una cosa ingiustificabile, di fatto
questi due giornalisti sono stati ammazzati a sangue freddo. Allora, queste
sono le cause che fanno crescere la resistenza contro l’invasione U.S.A. Oggi sono venuto a sapere che in un quartiere di Baghdad, che noi
di solito chiamiamo Saddam City, una zona di Baghdad
a prevalenza Sciita, vi è stata una dimostrazione contro l’occupazione
Americana dell’Iraq. Questi sono fatti che non denotano un miglioramento
della situazione. Assistiamo ad un deterioramento, anzi ad un rapido
deterioramento. Due notti fa, stavo viaggiando sulla strada che va da Amman a Baghdad, e ci siamo fermati per due ore,
perché era buio ed eravamo inseguiti da un camioncino. Chi lo guidava era
qualcuno che tentava di rapinare le macchine sulla strada. Allora ci siamo
fermati a circa 60 o 70 chilometri dopo il confine
Iracheno, all’interno dell’Iraq. Ci siamo fermati, perché era troppo pericoloso
continuare a viaggiare. Vicino ad una caffetteria abbiamo trovato più di 300
auto parcheggiate, abbiamo aspettato fino a quasi le 5:30
del mattino, e solo allora siamo partiti in convoglio, tutti
assieme.
Non si può parlare della situazione dell’Iraq occupato, senza comprendere la situazione
che si era venuta a generare in Iraq dopo 13 anni di sanzioni, dovute
all’embargo. Le sanzioni hanno influenzato qualsiasi aspetto della vita di ogni Iracheno. L’occupazione ha contribuito ad aumentare
i problemi di ogni Iracheno, già sufficientemente
sovraccaricato. Senza andare tanto lontano, l’occupazione non è altro che un
allargamento molto più brutale delle sanzioni.
Per stabilire la legge e l’ordine, una “forza” autorevole doveva prendersi cura
di rendere effettivo l’ordine. Invece gli Americani,
sciogliendo l’Esercito Iracheno e la Polizia Irachena, hanno creato un vuoto di
potere. Le forze armate sono un elemento
essenziale in ogni società. Il loro dovere è quello di aiutare a restaurare
l’ordine. Loro hanno la capacità di rispondere immediatamente in caso di emergenza. Vedi quello che succede a Los Angeles quando
scoppiano disordini: viene chiamata subito la
Guardia Nazionale! In Iran, viene chiamato l’Esercito
a portare soccorso dopo un terremoto. Senza un effettivo servizio armato e di
polizia, gli Stati Uniti hanno reso impossibile il ritiro dell’Esercito
Americano dall’Iraq.
Gli U.S.A. rimarranno in Iraq anche dopo il giugno o luglio di quest’anno, perché questo fa parte degli accordi presi con
il Consiglio Generale Iracheno, che li inviterà a rimanere, in modo che questo
avvenga non come una potenza occupante.
La mia riflessione mi conduce alla conclusione che gli U.S.A. non hanno alcuna intenzione di andarsene troppo presto. Viene affermato che rimarranno fino a quando risulterà
necessario. E vi saranno certamente quelli che decideranno che la loro presenza
risulta necessaria!
Probabilmente avevamo timore di parlare di una persona, Saddam.
Ora siamo spaventati di parlare di 25 persone che concorrono a formare il
Consiglio Generale Iracheno, come pure di Bremer e
degli Americani.
Qualche settima fa, ho concesso un’intervista ad una stazione radio di San
Francisco attraverso un telefono messo a disposizione di mia moglie dall’UNDP (United Nations Development Programme – Programma
delle Nazioni Unite per lo Sviluppo). La Compagnia Internazionale per i Media (MCI) Americana, a causa dell’intervista, ha
sconnesso il suo telefono. L’UNDP ha dichiarato ripetutamente di aver
riconnesso la linea, ma senza successo.
Amy Goodman: Lei
è un ingegnere. In termini di ricostruzione, cosa è avvenuto?
Ghazwan Al-Mukhtar:
Visibilmente, nulla! Hanno dato la pittura a qualche scuola e hanno ripulito
dalle macerie alcuni edifici, che loro avevano bombardato. Mi permetta di darle
un esempio, chi ha la capacità di far funzionare la centrale telefonica che
serve la mia zona? Nel 1991, quell’edificio era stato completamente demolito dai bombardamenti, con tutte le
apparecchiature distrutte. Con i tecnici Iracheni, in tre o quattro mesi,
siamo riusciti a rimuovere le macerie, a ridisegnare l’edificio, a
ricostruirlo e a metterlo in attività. Ora, dopo un anno dall’occupazione, fra
parentesi, noi avevamo fatto questo malgrado le
sanzioni e non avevamo a disposizione Bechtel o Halliburton e tutti questi consiglieri profumatamente
pagati, noi l’avevamo ricostruito in tre mesi, ed ora, un anno dopo
l’invasione, l’edificio non è stato ancora ricostruito.
Loro hanno solo riportato i cavi, posto un container sul pavimento di base, e
hanno tentato di fissare il sistema telefonico. Comunque
non ho un telefono, dopo un anno. Ora sto parlando con lei attraverso un
cellulare che funziona a fasi alterne. (…)
Sono un uomo anziano, di sessant’anni, ma io non
permetto a nessuno, a nessuno straniero di dirmi quello che devo fare o di
governare la mia stessa nazione. Questo è un paese per il quale ho speso tutta
la mia vita, cercando di costruire qualcosa, di fare qualcosa che fosse di
valore per il popolo Iracheno. L’Iraq è un paese ricco e, a causa delle
sanzioni, è stato relegato fra i paesi del Terzo Mondo. Io ricordo che
nel 1961, 42 anni fa, il governo Iracheno di allora, e non era il governo del
Partito Ba'ath, mi ha inviato a studiare negli Stati
Uniti. Io ero studente di una scuola superiore, e mi hanno mandato. L’Iraq ha
investito molto denaro per la nostra educazione, molto tempo. I governi
successivi, tutti i governi dell’Iraq, e noi abbiamo
cercato di costruire un paese e voi lo avete mandato in rovina. Il governo
degli Stati Uniti ha distrutto tutto questo. Hanno distrutto l’Iraq nel 1991, e
noi lo abbiamo ricostruito, e loro stanno demolendo tutto quello che avevamo ricostruito.
Amy Goodman: Il
governo U.S.A. afferma che è stato Saddam Hussein a portare alla rovina il paese.
Ghazwan Al-Mukhtar:
Bene, loro hanno diritto al loro punto di vista, ma il mio punto di vista è che
Saddam Hussein nel 1984 era
Presidente quando è venuto qua Donald Rumsfeld e gli ha stretto la mano e ha affermato poi che
"era una squisita persona, noi possiamo lavorare con lui." Saddam Hussein è lo stesso Saddam Hussein al quale il vostro
popolo ha assegnato molti crediti commerciali. Allora, quello che cambia sono
le percezioni di Donald Rumsfeld
su chi è Saddam Hussein.
Per me, Saddam Hussein è lo
stesso Saddam Hussein che
io ho conosciuto nel 1979, quando ha preso il potere. Quindi,
la sola cosa che è cambiata è l’opinione di Donald Rumsfeld. Saddam Hussein è lo stesso Saddam Hussein che ha fatto affari con Ronald
Reagan e con i Presidenti precedenti. Ora c’è Bush, che non ama Saddam Hussein e il nostro Paese viene
mandato in rovina. Bush ha diritto di dire tutto
quello che desidera. Ma questo non significa che lui sia
nel giusto.
Se io fossi stato Paul Bremer,
avrei reintegrato tutti coloro che erano stati cacciati a calci dai loro
incarichi, escludendo solo quelle persone che erano dei criminali, che avevano
commesso dei delitti. Inoltre, coloro che erano
sospettati di aver commesso crimini dovevano essere mantenuti lo stesso al
governo e quindi sottoposti ad inchiesta. Se avevano
veramente commesso dei reati, allora dovevano essere allontanati dal potere.
Non puoi punire una persona, rifiutandogli un lavoro, perché pensi che egli ha,
o meglio potrebbe aver commesso qualcosa di ingiusto.
Se io fossi stato Paul Bremer,
avrei restituito ai loro precedenti incarichi tutte
queste persone, data la loro esperienza. Queste sono persone che non sono
sostituibili. Tu prendi qualcuno dalla Bechtel, il
miglior tecnico della Bechtel, e gli servono secoli per capire che problemi esistono con il
petrolio Iracheno, con il sistema industriale o delle telecomunicazioni
Iracheni. Fino ad ora, dopo un anno, non abbiamo ancora un sistema telefonico.
Io le sto parlando da un sistema cellulare che ha un numero U.S.A., visto che le linee di terra non sono state posizionate. A
Baghdad, circa il 60% dei cavi telefonici non sono operativi. Completamente
fuori uso. Saddam Hussein
aveva riparato il sistema telefonico in tre mesi. Nonostante Bechtel, e tutte le compagnie U.S.A. e l’MCI
e tutto il resto, voi dovete riassumere questa gente! Costoro hanno le
conoscenze per provvedere alle riparazioni, sanno quali sono le cose da fare
nel modo più opportuno ed efficiente. Non si chiamano persone da Brooklyn o da San Francisco per rimettere in sesto i
telefoni di Baghdad. Non sapete dove vanno stesi i cavi!
Se io fossi Paul Bremer, richiamerei questo personale, lo coinvolgerei
nuovamente nella gestione dell’Iraq e farei quello che loro mi dicono di fare.
Per mettere fine alla confusione!
Amy Goodman: Allora
lei vorrebbe ricostituire una compagine pro-Saddam?
Ghazwan Al-Mukhtar:
Questo non significa che si costituisce una organizzazione
filo Saddam. Un ingegnere che fa il suo lavoro è un
ingegnere indifferentemente, tanto che egli sia pro o
contro Saddam. Trovate giusto che adesso siano
impiegati solo tecnici filo Americani, che lavorano per il Ministero del
petrolio? Per voi va bene che siano presi a calci
tutti coloro che non sono favorevoli agli Stati Uniti, o che non amano Chalabi? Ingegneri, tecnici, insegnanti devono essere
liberi di pensare nel modo che desiderano, questa è libertà. Voi non potete
imporla!
Ora voi, U.S.A., avete
deposto il dittatore, che, con le modalità tipiche del vostro sostegno, avete
appoggiato. Nel 1984, è stato proprio Donald Rumsfeld a venire qui e a
stringere la mano a Saddam Hussein,
e sapeva bene allora che Saddam Hussein
era un dittatore. Ma preferiva ignorarlo. Mentre vi sto parlando, sto guardando, io ho una foto qui
nell’ufficio di casa mia di Saddam Hussein che stringe la mano di Donald
Rumsfeld, che mi fa ricordare che non esistono
principi, che gli U.S.A. non hanno principi di natura politica morale, loro
hanno solo interessi. Loro non perseguono la democrazia. Loro non perseguono i
diritti umani. Loro perseguono solo gli interessi economici.
La stessa gente che ha cacciato via Saddam Hussein nel 2003, vale a
dire Donald Rumsfeld e il
suo gruppo, sono gli stessi che hanno stretto la mano a Saddam
Hussein nell'83, e che hanno stabilito con il
dittatore relazioni diplomatiche. E sono gli stessi
che hanno fornito appoggio a Saddam Hussein nella guerra contro l’Iran. Tanto per fare qualche
nome, naturalmente la Bechtel, che ha sottoscritto un
contratto di enormi interessi per lo sviluppo
dell’industria petrolchimica negli anni Ottanta, e, ritornando all’appoggio
U.S.A. all’Iraq durante il conflitto Iraq/Iran, è sempre stata la Bechtel a procurare di nascondere il fatto che l’Iraq ha
usato armi chimiche contro gli Iraniani. George Schultz era il Segretario. In qualche modo, a causa del
contratto con la Bechtel, si sono rimossi quei
fatti. E sono stati sempre gli Americani a fornire a Saddam
Hussein le spore di antrace.
Era l’Occidente, con le proprie industrie, che favoriva Saddam
Hussein nello sviluppo massiccio di armi di
distruzione di massa.
Ora voi ci penalizzate, noi soggetti al dittatore indifesi, privi di potere,
per i crimini commessi da altri. Noi non abbiamo commesso delitti. Noi,
individualmente, non abbiamo commesso crimini contro nessuno.
Noi siamo vittime di un decennio, meglio di 13 anni e sei mesi giusti ora, di
sanzioni, di dieci mesi di occupazione, e noi stiamo
ancora subendo la punizione, e siamo puniti ancora e ancora, ancora fino a
quando Halliburton e Bechtel
e MCI ed altri potranno fare profitti.
Gli U.S.A. non hanno alcuna intenzione di abbandonare
l’Iraq. Loro stanno comunicando quanto gli verrà a costare tutto questo
fino all’anno 2013. Si tratta di dieci anni di occupazione!
Loro parlano di democrazia. Di che democrazia stiamo parlando? Quando le
stazioni TV sono soggette a vessazioni, quando i
giornalisti vengono imprigionati, quando le persone vengono detenute senza
alcuna ragione? Fino a 40, 50 giorni, senza che nessuno
sappia nulla di loro. Il popolo Americano non dovrebbe leggere quello
che diciamo noi, ma quello che viene detto sulla
condizione dei diritti umani in Iraq da Human Rights Watch (Osservatorio sui
Diritti Umani) nel suo rapporto dell’ultimo mese. Dovrebbe leggere quello che
scrive Amnesty International
sulla nostra situazione dei diritti umani, sugli abusi che dobbiamo
subire.
Amy Goodman: Può
descriverci la reazione nelle strade per quello che è avvenuto a Fallujah?
Ghazwan Al-Mukhtar:
Quello che è accaduto a Fallujah, due giorni fa, è
che l’esercito Americano ha colpito molte, molte persone, donne e bambini,
sulle strade, e a causa di un grottesco episodio di uccisioni
senza giustificazione, sono state ammazzate molte persone. Fallujah è stato un posto dove l’Esercito U.S.A. aveva
realmente usato una forza brutale per sottomettere la gente, dove sono stati
attaccati villaggi e località dove si pensava fossero presenti dei resistenti,
usando perfino gli F-15 e gli F-16, un uso ingiustificato di forti
esplosivi contro individui isolati. Questo è risultato
per molte, molte vittime nella provincia.
In aggiunta a tutto ciò, gli Americani hanno tenuto prigioniere, per 50 o 60
giorni, centinaia di persone, cosa che ha alienato il favore del popolo contro
le forze Americane, e contro i contractors Americani,
o contro i contractors Americani per la sicurezza,
che costituiscono effettivamente un esercito privato, fuori controllo degli
U.S.A.
Questo fa parte della privatizzazione della guerra.
Due giorni o forse tre giorni fa, è accaduto un episodio
analogo a Mosul, dove due contractors
sono stati uccisi con la corrente elettrica. Era stato loro assegnato un
impianto generatore di elettricità.
Il fatto importante è che io so che i media affermano che i contractors
vengono impegnati nella protezione delle forniture di vettovagliamenti. Queste
sono forniture per l’Esercito U.S.A.,
e non si devono confondere con le forniture di aiuti alle popolazioni locali o
con altre cose. È consuetudine Americana scortare convogli che possono
trasportare cibo, o in altre occasioni, armamenti ed altro materiale.
Per tutto questo, il risentimento della popolazione di Fallujah
è giustificato.
Quello che succede a costoro è una cosa deplorevole, ma si sa, brutalità genera
brutalità, e violenza chiama violenza, ma la responsabilità cade su chi ha
iniziato per primo, ed io penso che l’Esercito degli Stati Uniti ha usato una forza ingiustificata contro il popolo di Fallujah, loro hanno brutalizzato la gente di Fallujah al punto tale che queste persone hanno risposto
con la stessa brutalità.
Amy Goodman: Bene,
qui negli Stati Uniti, alcuni dei mezzi di informazione commerciali stanno
dichiarando che Fallujah è un ricettacolo di
resistenti, che più del 70% della popolazione sta appoggiando gli attacchi o ha
dichiarato nei sondaggi d’opinione di sostenere gli attacchi contro le forze
U.S.A. L’Esercito Statunitense mantiene una diffusa e continua presenza
nell’interno stesso della città, o è attestato in larga misura nei sobborghi
di Fallujah?
Ghazwan Al-Mukhtar:
Loro sono posizionati fuori, nelle periferie, ma
continuano ad introdursi nella città. Dieci giorni fa, sono passato per Fallujah, e nel centro della città, per quello che sembrava
essere la via principale, abbiamo visto un convoglio di veicoli militari
Statunitensi. Quindi, loro possono andare dentro e
fuori. Se stanno fuori, io non credo che possano subire qualche attacco, ma non
dimentichiamo, queste sono forze di occupazione, e la
gente considera giusto fare resistenza ad una forza di occupazione, una forza
straniera di occupazione.
La distanza più vicina fra noi e voi si colma in otto
ore. Si tratta di 8.000-9.000 miglia. Questa è la distanza fra noi. La vostra
gente, voi dovete percorrere verso oriente 8.000 miglia per arrivare in un
paese che non avete nessun interesse ad occupare. Dopotutto
abbiamo scoperto senza ombra di dubbio che non vi era
alcuna giustificazione per l’occupazione da parte degli Stati Uniti, visto che
non c’erano le armi di distruzione di massa. Le armi di distruzione di massa
sono state un imbroglio propagandato dall’amministrazione degli Stati
Uniti.
Un pensiero finale, una conclusione, io credo che un cieco
stia guidando un cieco!
Voi siete ciechi, io penso che il governo U.S.A. sia un cieco, che è guidato da
altra gente cieca, e questi sono gli oppositori Iracheni, che vi hanno
raccontato che noi avremmo dato il benvenuto ai soldati Americani. E voi vedete cosa sta accadendo a Bassora, a Najaf e a Nassiriya! Queste sono
zone degli Sciiti, dove avevate pensato che sarebbe
stata ben accolta la ribellione contro il governo. Ma
questo non è avvenuto. Quindi sarebbe ora che voi
gente apriste gli occhi, per vedere quello che sta succedendo e capire il
messaggio e dimenticare la retorica.