"... le truppe della NATO hanno usato Uranio Depleto (impoverito) sparando 10.800 colpi (2750 kg) in Bosnia-Erzegovina dal 1994 al 1995, e circa 31.000 colpi (una tonnellata) nel 1999 sul Kosovo, Provincia della Repubblica di Jugoslavia. Dopo il conflitto, fra il personale del PKO e la popolazione locale, non si contano più ormai coloro che se ne sono andati all'altro mondo, avendo accusato gli stessi sintomi presentati dai veterani della Guerra del Golfo…La gente dell'Iraq e della Bosnia, come pure i veterani della Guerra del Golfo e della Guerra dei Balcani, tutti hanno manifestato gli stessi sintomi di gravi sofferenze e lesioni fisiche, e non vi sono dubbi che questi sono effetti dovuti all'Uranio Depleto…"
L'USO DI ARMI AD URANIO DEPLETO (DU)
http://www.albasrah.net/
(Traduzione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova chinino@tiscali.it )
15 dicembre 2004
1. La verità sull'uso di armi all'Uranio Depleto (DU) da parte delle truppe Statunitensi e Britanniche.
Le truppe Statunitensi e Britanniche, negli attacchi contro l'Iraq che sono iniziati il 21 marzo 2003, hanno usato armi al DU durante le battaglie avvenute nelle varie regioni dell'Iraq. La verità sull'uso di armi a DU da parte delle truppe USA è stato comprovata e ammessa dal generale di Brigata Brooks in una conferenza stampa del 26 marzo dello stesso anno, quando dichiarava: "sono state usate bombe a DU". Michael Kilpatrick, Direttore Aggiunto del Dipartimento per l'Assistenza Sanitaria dell'Ufficio del vice Ministro per la Difesa della Salute, il 6 marzo 2004, ad un forum presso il MIT (Istituto Tenologico del Massachussets) ha dichiarato: "L'Esercito ha sparato e usato nei carri armati e nei veicoli corazzati almeno 240 tonnellate di proiettili al DU, e l'Aviazione Militare ha sganciato almeno 100 tonnellate di bombe dagli aerei A-10. Queste, associate, dovrebbero corrispondere ad un equivalente di 115 tonnellate di metallo puro di Uranio." Le truppe USA non hanno fatto ulteriori dichiarazioni pubbliche specifiche sull'uso di armi al DU, sulle località dove le bombe sono state sganciate, e sulla quantità usata di armi al DU, ma questi argomenti sono stati ben chiariti uno per uno dalla dimostrazione del numero enorme di armi a DU usate in questa guerra, sulla base delle indagini, degli sforzi e dei buoni intendimenti di giornalisti e scienziati noti in tutto il mondo, che hanno condotto inchieste sul DU in Iraq.
(1) Il Professore Associato Hiroyuki Fujita dell'Università di Keio ha condotto ricerche in varie località dell'Iraq, scoprendo tantissime bombe a DU nel distretto municipale di Baghdad. Inoltre, dagli squarci nella corazza di tanks distrutti ha rilevato radiazioni e confermato la presenza di particelle micronizzate di ossido di DU raccolte da una vasca di raccolta acque di una fabbrica del ghiaccio.
(2) Un Ufficiale incaricato delle Forze Armate USA, in un giornale Statunitense, ha testimoniato che " sono state usate 500 tonnellate di bombe a DU" e che "Bunker-Buster (l'Acchiappa Bunker) GBU- 28 è dotato di DU."
(3) Ed Pennel, un soldato USA, scriveva ai suoi, via e-mail, che "il 29 marzo sono state impiegate bombe a DU."
(4) Scott Peterson ha trovato bombe a DU nelle vicinanze del Palazzo del Ministero della Pianificazione e polvere fine di particelle di ossido di DU vicino a un carro armato iracheno distrutto, a Baghdad.
(5) Il Ministro della Difesa Olandese ha confermato che bombe a DU sono state usate a Samawa.
Inoltre, prima dello scoppio della guerra, il 15
marzo 2003, in un rapporto con la stampa al Dipartimento della Difesa, il
Colonnello Naughton rendeva noto che "i carri armati Abrams sono stati
dotati di ordigni a DU, così come gli aerei
A-10", in quanto "non esistevano alternative."
Testimoni hanno visto ripetutamente strutture civili prese come bersagli da
aerei A-10, tanto per incominciare il Ministero della Pianificazione dell'Iraq,
durante i bombardamenti aerei su Baghdad.
La relazione con le ricerche condotte da Scott Peterson in realtà ha confermato
la dichiarazione fornita dal Colonnello Naughton nella conferenza stampa prima
citata. I carri armati Abrams sono stati i principali carri da battaglia usati
negli assalti terrestri in Iraq.
Quindi, è altamente probabile che, a prescindere dai
fatti sicuramente verificati, le Forze Armate USA abbiano usato in larga
quantità armi a DU, anche superiore al volume dichiarato, in tutta l'area
dell'offensiva contro l'Iraq, per di più in zone ad alta densità di
popolazione, particolarmente a Baghdad, Bassora, etc. Anche il Ministero della
Difesa Britannico ha ammesso l'uso di parecchie tonnellate di proiettili a DU.
Le località non sono state rese di pubblico dominio, ma, come esempio apparso
in un giornale Britannico, il 25 marzo 2003, vi erano
state indicazioni della probabilità che bombe a DU fossero state usate sulla
parte occidentale della Città di Bassora durante un accidentale
cannoneggiamento da parte di un carro armato Challenger dell'esercito
Britannico contro un altro Challenger inglese.
2. Particolari caratteristiche dell'Uranio Depleto (Impoverito) DU
L'Uranio si trova diffusamente in natura come una
miscela di tre isotopi. L'Uranio naturale è solamente costituito per lo 0.72%
da Uranio 235, che produce la fissione nucleare, ma soprattutto per il 99.2746%
da Uranio 238, che non produce fissione nucleare, e il restante 0 .0054%, è
Uranio 234 .
Per questa ragione, in modo da poterlo usare efficacemente negli impianti per
energia nucleare, o per la costruzione di bombe atomiche, è necessario operare
il processo detto di "concentrazione", di arricchimento
della percentuale di Uranio 235, che permette la fissione nucleare. In larga
quantità, il sottoprodotto di tale processo è l'Uranio Depleto (impoverito!),
che effettivamente costituisce scorie radioattive. Il termine
"depleto" dà l'impressione che questo Uranio
abbia effetti radioattivi veramente di bassa intensità, ma la sua percentuale
di radioattività equivale al 60% di quella dell'Uranio naturale ed emette
radiazioni alfa. I raggi alfa, [N.d.tr.: I raggi alfa sono costituiti da nuclei
di elio-4, cioè da due neutroni e due protoni dotati
di grande energia di legame, che per questo vengono emessi come unica
particella], hanno debole forza di penetrazione, possono propagarsi nell'aria
solo per qualche centimetro, e possono essere assorbiti e bloccati anche da un
foglio di carta. Di conseguenza, non hanno effetti sul corpo umano, se non
hanno un contatto diretto con esso, ma se una pur
piccola particella di Uranio Depleto entra nel corpo può causare una
esposizione radioattiva all'interno estremamente pericolosa. Quindi, questo è
un materiale estremamente pericoloso, che possiede
combinate le caratteristiche non solo di tossicità da radioattività, ma anche
di tossicità tipica dei metalli pesanti. E il suo tempo di dimezzamento è di
4.5 miliardi di anni, e questo significa che in
pratica continua ad emettere radiazioni in perpetuo.
3. Caratteristiche Speciali delle Armi a Uranio Depleto (DU)
Stoccare Uranio Depleto è enormemente dispendioso, ma trovargli un utilizzo, in qualsiasi modo, è quello che il Dipartimento USA per l'Energia ha cercato di fare. È nelle munizioni per l'Esercito che l'Uranio Depleto viene usato in larga scala; soprattutto come sostanza penetrante che viene inserita nelle ogive delle bombe con l'intento di aumentarne il potere di penetrazione, e anche nelle corazze dei carri armati in modo da aumentarne la capacità difensiva. Soprattutto, le armi ad Uranio presentano i seguenti vantaggi:
* L'Uranio Depleto, data la sua densità veramente alta (1.7 volte quella del piombo, 2.5 volte quella del ferro) e la sua durezza, quando viene usato nella punta dei proiettili, accresce il potere di penetrazione di questi e dispiega la sua tremenda capacità di aprire varchi in spesse lastre di ferro e nel calcestruzzo.
* Anche se non vi sono esplosivi all'interno dell'ogiva, esplode all'impatto, ed è alta la capacità di uccidere e ferire il nemico, data l'alta temperatura che si produce quando brucia.
* È veramente poco costoso, visto che la materia prima è costituita da scorie radioattive, scaricate in modo massiccio e stivate in contenitori speciali.
Inoltre, quando il DU esplode all'impatto, e brucia con sviluppo di alte temperature, produce micro-particelle di ossido di uranio (aerosol di particelle del diametro di micron, e un micron corrisponde ad un millesimo di millimetro). Allora, le particelle diffuse nell'atmosfera e trasportate nell'aria, inquinano vaste zone dell'atmosfera, e in seguito le particelle che ricadono al suolo inquinano l'ambiente, il terreno e l'acqua, ecc.
4.
Terribili effetti negativi delle armi a DU sul corpo umano
Quando le particelle di Uranio vengono inalate dal corpo, le particelle aggrediscono dapprima la trachea e il sistema respiratorio. Visto che le particelle sono praticamente insolubili, hanno difficoltà a dissolversi nel sangue, e quindi restano depositate per un lungo periodo di tempo. Alla fine, queste particelle che hanno aderito in modo stretto, continuano ad esporre alle radiazioni gli organi vicini. Perciò, inducono nelle cellule e nei geni alcune trasformazioni, e causano tumori, leucemie, linfomi, malattie e anomalie congenite.
Poi, gradualmente, vengono assorbite nel sangue e nel sistema linfatico, e producono malattie e danni in tutto il corpo.
Inoltre, a prescindere dall'inalazione, possono essere introdotte nel corpo ed entrare nel flusso sanguigno per ingestione orale e attraverso piaghe e ferite.
Questo tipo di armi veramente pericolose sono state disseminate in grande quantità su tutto l'Iraq dalle truppe USA e Britanniche. Non solo durante la guerra, ma anche dopo la guerra, per una durata inimmaginabile di tempo, pari a 4.5 miliardi di anni da adesso in avanti, il popolo dell'Iraq dovrà sostenere il peso di vivere in una terra intensamente inquinata e dovrà arrangiarsi a sopravvivere con questa difficile realtà.
Le truppe Britanniche e Statunitensi, alla richiesta di rinunciare a questo tipo di armi al DU, rispondono portando via solo vite preziose, e producendo agli Iracheni ancora ulteriori sofferenze, e in eterno.
I. Lesioni
materiali in Iraq, dopo la Guerra del Golfo.
Durante la Guerra del Golfo nel gennaio del 1991, le Forze Armate USA hanno sganciato 320 tonnellate di proiettili a DU sull'Iraq. Subito dopo la guerra, si è verificata un'alta incidenza di fenomeni strani, mai visti prima della guerra. Sono avvenuti diversi casi di questo tipo: molti membri della stessa famiglia hanno sviluppato forme tumorali, o un unico paziente ha presentato forme di tumori diversi, ecc.; il cancro che si diffonde rapidamente, lo scoppio di malattie infettive dovuto al veloce estendersi del cancro, leucemia, anemia aplastica, tumori maligni e immunodeficienza, herpes e sofferenze legate all'herpes zoster, sintomatologie che richiamano quelle dell'AIDS, sindromi collegate a disfunzioni del fegato e renali, disfasia ereditaria e malattie congenite dovute a danni genetici. Bambini, specialmente in tenera età, che non hanno possibilità di reagire e sono senza colpa, sono diventati le vittime principali di questa guerra. La parte meridionale della Città di Bassora, che è vicina al campo di battaglia della Guerra del Golfo, è stata danneggiata in modo preoccupante, e secondo un medico della Clinica Universitaria di Bassora, il numero di casi che sono stati colpiti dal cancro è aumentato dai 34 del 1988, prima della Guerra del Golfo, alla sbalorditiva cifra di 603 del 2001, 17 volte più elevata.
(1) Maternità di Bassora ed Ospedale Pediatrico.
A Mohammed
Hoji veniva diagnosticata una leucemia, proprio un
anno dopo la sua mamma, che era stata ugualmente ricoverata nello stesso
ospedale, morta di leucemia. Il medico incaricato di questo caso, il Dr. Surin Shirub, relazionava:
"Quello che risulta straordinario in questo caso è che l'intera famiglia e
i fratelli, uno per uno, avevano subito il cancro e la leucemia. Questo tipo di
casistica non si era mai presentato prima della Guerra del Golfo."
La zia Abed, che si era presa cura del bambino, si doleva: "Perché
dobbiamo patire tutto questo, anche quando la guerra è passata?".
(2) Zein, che era stato ricoverato 5 mesi prima all'Ospedale Pediatrico e Maternità di Bassora all'improvviso sviluppava un rigonfiamento addominale e gli veniva diagnosticata una leucemia. Da allora, è divenuto sempre più debole, e ha perso il suo buon umore. Sua madre, Semal, sospirava: "Io vorrei che l'America sapesse come la guerra ci ha causato tante sofferenze, anche per le molte generazioni a venire."
(3) Abbas, al quale 3 anni fa veniva diagnosticata una leucemia, stava dormendo profondamente vicino a sua madre Hamdi. Aveva sul capo i capelli estremamente radi, per effetto delle medicine che li venivano somministrate. Hamdi diceva: "È duro quando si è impotenti a fare qualsiasi cosa per preservare il vostro bambino da queste sofferenze."
Il dr. Jasem di questo ospedale relazionava: "Le lesioni causate dalla guerra non sono una questione contingente, temporanea. Anche in seguito, le sue vittime innocenti soffriranno per generazioni a venire."
In effetti, questi bambini Iracheni del tutto
innocenti sono stati privati del loro diritto di nascere in buona salute e di
crescere normalmente, a causa degli effetti di queste armi a DU.
Inoltre, le sanzioni economiche imposte dall'ONU all'Iraq dall'agosto 1990
hanno contribuito ancor più a questa pietosa situazione.
La
Risoluzione ONU 661 aveva esentato dall'embargo i materiali da usarsi per scopi
medici. Pur tuttavia, la commissione che era incaricata degli adempimenti
dell'embargo sotto le condizioni della Risoluzione 661 non
poteva dare luogo a questa esenzione operativa per l'opposizione dei commissari
Statunitensi e Inglesi, e quindi, si presentava una deficienza grave di
approvvigionamenti medicali, di vaccini, siringhe, anestetici e di apparecchi
sanitari necessari ai trattamenti medici.
Secondo un rapporto UNICEF, nel febbraio 1991, i rifornimenti di medicinali
avevano raggiunto 1/6 del livello normale delle
scorte. Ancora l'UNICEF, in un rapporto del 1993, rendeva pubblico che
"all'inizio della Guerra del Golfo, il numero dei bambini morenti si
aggirava sui centomila, ma dopo la Guerra il livello
di mortalità si era innalzato di 3 volte quello anteguerra. Le protezioni
sanitarie e i servizi di previdenza risultavano non
più adeguati a causa della mancanza di risorse e di strutture per il
trattamento e le cure mediche. In più, a causa delle bombe a DU usate durante
la Guerra del Golfo, il numero di pazienti affetti da tumore
repentinamente era accresciuto dopo la guerra. Se fosse
stato garantito un trattamento adeguato nello stadio iniziale della
malattia, potevano essere evitate tante morti, ma dato l'esaurirsi delle scorte
di medicinali e della strumentazione specifica a causa delle sanzioni
economiche, i pazienti non potevano essere adeguatamente curati, con il
risultato del grande aumento del numero di vittime colpite."
Parimenti, le depredazioni postbelliche avevano indotto i migliori medici ad
andarsene dall'Iraq. A dire il vero, molti dei medici e degli studiosi rimasti venivano riconosciuti dal mondo accademico internazionale, e
avevano partecipato e presentato i risultati delle loro ricerche in conferenze
scientifiche e accademiche internazionali. Comunque, a
causa delle sanzioni economiche, non riuscivano ad ottenere i visti per
partecipare alle conferenze internazionali ed avere così l'opportunità di
continuare a stabilire scambi con altri studiosi, indispensabili per
l'avanzamento e il miglioramento del livello delle conoscenze e delle pratiche
mediche in Iraq. Anche se desideravano andare oltremare per ricevere, ad esempio,
maggiori istruzioni sulle esposizioni radioattive, o magari procurarsi anche
risorse mediche necessarie, non lo potevano fare, dato che non venivano loro concessi i visti. I dati sulle vittime
Irachene erano indispensabili per far fronte all'inesperienza rispetto alle
problematiche degli effetti delle radiazioni dovute alle armi a DU, e mentre i
medici Iracheni erano nelle condizioni di fornire questi dati
e tutta la casistica, le sanzioni economiche ostacolavano il loro
progresso e sviluppo. Il dr. Junan, un esperto per il
cancro all'Ospedale Ibn Gaswan, una Clinica Pediatrica e per la Maternità nella
Città di Bassora, scriveva: "La leucemia infantile, se trattata
immediatamente al primo stadio, ha il 70% di possibilità di essere curata, ma
il tipo di medicine per questo disturbo non è disponibile, e allora i pazienti
non possono essere curati bene, e, cosa deplorevole, devono anche morire. Ma, con queste sanzioni economiche, che ci consentono solo
di procurarci cibo in cambio di petrolio, siamo costretti ad agire avendo a
disposizione solo il 20% delle risorse mediche necessarie. Dunque,
come possiamo curare i malati?"
Solo nel 2001, sono state confermate in questo Ospedale le nascite di 256 casi nati con difetti congeniti.
II.
Pericoli per la salute dei Veterani della Guerra del
Golfo
Chiaramente, non è solo il popolo dell'Iraq, ma anche i veterani della Guerra del Golfo del 1991 stanno soffrendo degli effetti dell'uso di queste pericolose armi a DU. Relativamente a costoro, vi è stata un'alta incidenza di vari disturbi in differenti parti del corpo, oscillando dalla perdita dei capelli, all'emicrania, artralgia, gastralgia, diarrea, fino alla perdita di memoria, insonnia, etc., e a sintomi effettivamente cronici di cancro, leucemia e immunodeficienza, tanto per incominciare.
Secondo un'indagine di fine d'anno del 1999, condotta dal Centro Risorse Nazionali per la Guerra del Golfo, Inc. (NGWRC) su 504.047 ex militari, che si sono ritirati dal servizio dopo la guerra, e sono stati ritenuti idonei per la pensione dall'Amministrazione per i Rapporti con i Veterani, 263.000, più del 52% di questi veterani, si lamentavano di qualche situazione anormale nel loro stato di salute, e avevano fatto richiesta di cure mediche al Governo degli Stati Uniti e all'Amministrazione per i Rapporti con i Veterani. Inoltre, 185.780, il 37 % di questi veterani hanno fatto richiesta di un sussidio di compensazione per inabilità al lavoro, ecc. dovuta a malattia. Circa la metà di questi veterani ha denunciato qualche forma grave, pericolosa per la salute, ed infatti più di 9.600 fra di essi sono ora deceduti.
Sebbene vi
siano state solo 147 perdite direttamente in
combattimento durante la Guerra del Golfo, dopo il ritorno a casa molti hanno
cominciato a mostrare i sintomi di qualche grave problema di salute.
In più, dall'anno scorso, fra i soldati USA di stanza in Iraq
si sono verificati insoliti disturbi e malattie di natura sconosciuta.
In una recente indagine, il numero di militari che hanno chiesto il congedo per
ragioni di salute ha raggiunto i 18.000, e in tutte le
manifestazioni la causa sembra ricondursi al DU.
Comunque, anche se questo tipo di tragedia continua a
succedere, il dipartimento di Stato USA insiste a ribadire che
"l'affermazione che il DU sia la causa del cancro dei bambini in Iraq è
priva di fondamento", o che "risulta altamente probabile che l'uso da
parte dell'esercito Iracheno di armi chimiche contenenti sostanze cancerogene
sia la causa effettiva del cancro e delle anomalie congenite."
Ma sintomi consimili si possono osservare in Bosnia e in Kosovo, dove questo
tipo di armi chimiche menzionate dagli USA non è stato
usato.
III. Pericoli per la salute dopo la Guerra dei Balcani
Le truppe della NATO hanno usato Uranio Depleto sparando circa 10.800 colpi (2750 kg) in Bosnia-Erzegovina dal 1994 al 1995, e circa 31.000 colpi (una tonnellata) nel 1999 sul Kosovo, Provincia della Repubblica di Jugoslavia. Dopo il conflitto, fra il personale della PKO e la popolazione locale, non si contano ormai più coloro che se ne sono andati all'altro mondo, avendo accusato gli stessi sintomi presentati dai veterani della Guerra del Golfo.
(1) Secondo il Centro Sanitario Jovanovich in Bosnia, dei 5.000 abitanti che erano fuggiti dal villaggio di Hajici della Bosnia-Erzegovina, nel gennaio 2001, circa 400 persone sono morte, principalmente di cancro. Ad Hajici, vi era una fabbrica di armi del vecchio esercito Jugoslavo, e, per distruggerla, era stata usata una grande quantità di bombe al DU.
(2) La gente, ricoverata al Kosovska Mirtovia, nella Provincia del Kosovo, ha messo in evidenza che dall'11 gennaio 2001, dopo il raid aereo condotto dalla NATO con bombardamenti nel Kosovo, il numero di ammalati di cancro nell'ospedale sopra citato è aumentato di circa il 200 %, e nell'ultimo anno il numero raggiungeva i 160. Hanno denunciato l'uso di bombe a DU, che si pensa costituisca la causa dell'aumento del numero di pazienti di cancro, e questo si basa sul fatto che il 40% di questi pazienti risultava proveniente da quelle zone che erano state bombardate con ordigni a DU.
(3) La gente dell'Iraq e della Bosnia, come pure i veterani della Guerra del Golfo e della Guerra dei Balcani, tutti hanno manifestato gli stessi sintomi di gravi sofferenze e lesioni fisiche, e non vi sono dubbi che questi sono effetti dovuti al DU.
In più, la verità sull'uso di armi a DU da parte delle Forze Armate USA nella Guerra in Afghanistan nel 2001, e il fatto reale dell'esposizione alle radiazioni da DU e i rischi per la salute della gente, sono tutte questioni messe in piena luce nella arringa di chiusura del pubblico ministero davanti al Tribunale Internazionale per i Crimini nell'Afghanistan.
4. Casi clinici relativi a Veterani USA della guerra in Iraq
Samawa, dove è dislocata la Forza di Auto Difesa, è un punto strategico che si trova fra Bassora e Baghdad. L'esercito USA, quando era in marcia verso Baghdad, passando attraverso questa statale, vi incontrava una dura resistenza da parte delle truppe Irachene, e occorreva loro una settimana per soffocare le rivolte nelle città e nelle strade che venivano attraversate. Durante gli scontri venivano usate armi a DU.
Il dr. Asaf Durakovic,
specialista in Medicina Nucleare, consigliere della Fondazione Nazionale per le
Scienze, e direttore della Clinica di Medicina Nucleare creata dal Dipartimento
dei Veterani USA, dopo la fine della Guerra del Golfo, ha istituito il Centro
Ricerche Mediche sull'Uranio, che è un'agenzia di ricerca indipendente con sede
in Canada, e per diversi anni ha continuato ad esaminare i segni di
contaminazione da DU in soldati Americani, Britannici e Canadesi.
Secondo uno studio condotto dal dr.Durakovic, pubblicato in data 3 aprile 2004 sul New York Daily News, dopo la Guerra in Iraq era stato
riscontrato DU nelle urine di 4 su 9 militari USA, che erano di stanza a Samawa
a far rispettare la pace e l'ordine, ed erano stati rimpatriati per le loro
cattive condizioni fisiche, dopo aver accusato emicrania permanente, nausea,
sangue nelle urine, ridotta capacità auditiva e indebolimento della vista, ecc.
La 442.ma Compagnia,
alla quale appartenevano i soldati esaminati, aveva l'incarico di scortare e di
addestrare i poliziotti Iracheni, e non era coinvolta direttamente nei
combattimenti. Era stato rilevato DU in questi soldati, che stavano eseguendo
questa missione, ed era probabile che fossero stati esposti all'Uranio per
inalazione di particelle di DU presenti nell'atmosfera.
Il Sergente Juan Vega, Capo Aiutante di Sanità di questa
compagnia riferiva: "Una notte, da 10 a15 persone improvvisamente si
ammalarono e svilupparono sintomi come febbre che superava i 39o C, brividi e
altri sintomi di natura inspiegabile. Più di una dozzina di persone su
160 soldati in modo inaspettato avevano presentato coliche da calcolosi renale." Juan Vega affermava: "Samawa è come
l'inferno!"
La Compagnia Olandese si era insediata a Samawa, dopo che in un primo tempo
aveva deciso di accamparsi in pieno deserto, visto che
il livello di radioattività ambientale nel posto dove l'esercito degli USA
aveva piazzato i campi era veramente troppo alto.
5.
Riscontri clinici
Per poter argomentare che i danni citati in
precedenza siano stati arrecati propriamente dal DU,
dobbiamo avere le prove che esista una correlazione fra DU ed effetti sul corpo
umano, fondata su riscontri clinici che attestino l'entità di questa situazione
critica con riferimento al DU.
Ora, specificatamente all'Iraq dopo la Guerra del Golfo, dove è stato
denunciato il maggior numero di casi vittime del DU, dobbiamo
usare come riferimento i dati raccolti da Fasy TM, che sono stati presentati al
Simposio Internazionale sul DU tenutosi a New York nel giugno 2003, come
comunicazione clinica mai fino ad ora pubblicata.
I. La
Teratogenicità dell'Uranio Depleto
(N.d.tr.: un fattore teratogeno può causare alterazioni mostruose nello sviluppo di un embrione)
(1) I
bambini Iracheni
Secondo i dati presentati da Fasy TM, il rapporto di frequenza di disfasia congenita era di 3.04 per 1000, monitorato a Bassora, ma nel 2000 raggiungeva il 17.6, che è 5 - 6 volte più alto di quello precedentemente registrato. Questo diventa particolarmente reale in molti casi riportati, nei quali i genitori erano soldati che avevano partecipato alla Guerra del Golfo.
(2) Figli
di Veterani della Guerra del Golfo
I risultati di un'indagine dell'Istituto di
Ricerche Militari degli USA, condotta per determinare
il rapporto di frequenza di disfasia congenita relativamente ai veterani della
Guerra del Golfo, sono stati pubblicati nel New England Journal of Medicine,
una rivista di medicina, nel 1997.
La conclusione era che non esisteva differenza alcuna nel rapporto di disfasia
congenita fra i bambini dei veterani della Guerra del
Golfo con quelli dei veterani che non avevano partecipato a questa guerra.
Comunque, 5 mesi più tardi, nella stessa rivista venivano pubblicati i risultati di una indagine condotta da tre ricercatori Inglesi, Pat Doyle, Eve Roman, Noreen Maconochie, che confutavano queste valutazioni, piuttosto superficiali, fatte solo su bambini nati e viventi, trascurando i nati abortiti e i nati morti a causa delle pesanti deformità congenite, ed inoltre con l'esclusione di 1/3 del numero complessivo di militari congedatisi.
Nel 2001, Kang dell'Amministrazione per le Questioni
dei Veterani rendeva pubblica una ricerca sui veterani, che teneva conto dei
nati abortiti e dei nati morti. Il risultato era che, rispetto ai veterani che
non avevano fatto la Guerra del Golfo, la disfasia congenita nei bambini dei
veterani che avevano prestato servizio in quella guerra era di 2.3 volte più
frequente negli uomini, e di 2.4 volte nelle donne. Il dato vero su questo aumento nel numero, proprio rispetto a coloro che
avevano partecipato alla Guerra del Golfo, è sicuramente sorprendente.
(3)
Sperimentazione sugli animali
Secondo una ricerca del 2001 condotta in Spagna
da Domingo JL, et al., quando a cavie maschili veniva
fatto ingerire Uranio naturale per un periodo di 16 settimane, diminuiva il
tasso di fertilità, avveniva una degenerazione dei testicoli e si notava una
diminuzione di produzione spermatica. Inoltre, veniva
confermato che per aver somministrato dosi di Uranio a topoline, 10 giorni
prima e dopo l'ingravidamento, l'ossificazione nelle figliate diminuiva da 3 a
5 volte rispetto al gruppo di controllo, e vi erano numerosi casi di nascite
mancanti delle estremità.
(Nota: la radioattività dell'uranio naturale è di 25.9 kilobecquerel, e quella
dell'uranio depleto è di 16.3 kilobecquerel). Nel 2002 ,
McClain DE, et al., delle Forze Armate USA somministravano Uranio Depleto alle
cavie, e cercavano di determinare gli effetti del DU sull'embrione. Veniva confermato che le dimensioni degli embrioni dei ratti
erano più piccoli, dopo che per più di 6 mesi era stato effettuato il
trattamento con DU, che era passato attraverso la placenta.
La disfasia congenita e le varie disfunzioni nei bambini dei soldati che avevano partecipato alla Guerra del Golfo erano del tutto consimili alle condizioni dei bambini Iracheni, e questo può essere imputato alla teratogenicità del DU.
II. Carcinogenicità dell'Uranio Depleto
(1)
Bambini Iracheni
Sempre rispetto ai dati raccolti da Fasy TM, nel 1990 a Bassora, su 100.000 bambini si presentavano 3.98 casi di tumore, ma nel 2000 il numero arrivava a 13.1 casi.
(2) Veterani della Guerra del Golfo
Non esiste alcuna relazione medica che dimostri statisticamente che vi sia un aumento di tumori nei veterani della Guerra del Golfo, ma si rende necessaria un'indagine dettagliata sul rapporto di incidenza di tumore nei bimbi dei veterani.
(3)
Esperimenti sugli animali
Per riassumere i risultati della serie di esperimenti sugli animali condotti da Miller, et al., dell'Istituto delle Ricerche Radiobiologiche delle Forze Armate, il DU aumenta la manifestazione oncogena della cellula, favorisce la crescita degli squilibri cellulari, e produce l'esistenza di attività cellulari che generano il tumore. Inoltre, questi dati dimostrano che il DU, ancor più del nickel che è noto per essere causa di tumori, aumenta in modo rilevante l'anormalità cromosomica collegata con gli agenti carcinogeni.
Hahn, et al., hanno riportato che la somministrazione di Thorotrast (N.d.tr.: una sospensione colloidale al 25% di biossido di Torio 232, elemento radioattivo che emette particelle alfa, come il DU) in aggiunta al DU producono più facilmente il sarcoma, una forma di tumore maligno, rispetto agli esperimenti condotti sui ratti con la somministrazione di tungsteno, metallo pesante ma non radioattivo, in aggiunta al materiale radioattivo Thorotrast.
Questo dimostra che il DU non è solo cancerogeno, in quanto metallo pesante, ma anche produce il cancro come le sostanze radioattive.
(4)
Effetti sulla cellula umana
Nel 2003 , Schroeder, et al, in Germania hanno analizzato le anomalie cromosomiche dei linfociti di 16 soldati, di servizio nella Guerra del Golfo e in quella Balcanica, che sicuramente erano stati esposti a radiazioni. Prima di tutto, questi ricercatori, basandosi sui dati disponibili dopo gli eventi di Hiroshima e Nagasaki, sottolineavano il fatto che l'esposizione alle radiazioni poteva causare anomalie cromosomiche nei linfociti.
Veniva confermato per questi militari che il rapporto di anomalie specifiche cromosomiche, (cromosomi dicentrici e ad anello centrico), era 4.2 volte più alto rispetto alle anomalie cromosomiche non specifiche riscontrate dopo esposizione a radiazioni ionizzanti. I ricercatori nelle loro conclusioni hanno comunicato che, anche se le cellule con specifiche anomalie cromosomiche non potevano sopravvivere troppo a lungo (una vita media non superiore a 3.5 anni), avevano osservato che, comunque dopo un intervallo di tempo di 10 anni dalla Guerra del Golfo, il corpo continuava ad essere esposto alle radiazioni dovute al DU che si era accumulato per lunghi anni nell'organismo.
Allora, non vi sono dubbi che la causa di cancro, così come l'aumento odierno del numero dei casi di leucemia in Iraq, sia da collegarsi al DU.
III.
Verifica della Sindrome della Guerra del Golfo
La sindrome della Guerra del Golfo è caratterizzata da sintomi cronici, come affaticamento, cefalea, dolori muscolari e osteoarticolari, insonnia, sintomatologie neuropsichiatriche, perdita della memoria, limitazioni della visione, ecc.
Condizioni fisiche dei veterani della Guerra del Golfo
Risulta evidente che, sulla base dei dati di Fukuda del 1998 , che sono dati di confronto delle condizioni fisiche di soldati che hanno partecipato alla Guerra del Golfo ( da ora contraddistinti dalla sigla GWV) con quelle di soldati che non hanno partecipato alla Guerra del Golfo ( sigla, non-GWV), la frequenza di vari sintomi di cronicità è del 39 % nei GWV contro il 14 % nei non-GWV per sintomi leggeri e di media gravità, e del 6 % nei GWV contro lo 0.7% nei non-GWV per infermità gravi.
Risulta evidente che la
frequenza sintomatica è più alta nei soldati che hanno preso parte alla Guerra.
Non è molto lontano dalla verità ritenere che, sui dati di Kang del 1996 , il rapporto di mortalità nei GWV è di 10.4 contro il 9.6%
nei non-GWV, che statisticamente rappresenta una differenza. Comunque,
nel 2002 i dati di Kang indicano che il numero di eventi mortali è più numeroso
per i GWV rispetto ai non-GWV.
Inoltre, nel 1997, Gray riportava che il rapporto di ospedalizzazione era del 10% più alto per i soldati che avevano partecipato alla Guerra del Golfo.
È vero che
l'andare in guerra si accompagna a rischi gravi, e le diverse sintomatologie
che si presentano al ritorno dalla guerra vengono
identificate come "sindrome bellica".
Pur tuttavia, sulla base della ricerca di Harvey RW, et al.,
del 2002 , effettuata sui militari ritornati dalla guerra, il numero di persone
che per la loro disabilità avevano ricevuto dei sussidi, per l' 8.6% avevano
prestato servizio nella Seconda Guerra Mondiale, il 5 % nella Guerra di Corea,
il 9 .6% nella Guerra del Vietnam, e nel caso della Guerra del Golfo
raggiungevano il 16 % (valutabili intorno alle 110.000 persone).È evidente che
la Guerra del Golfo, confrontata alle altre guerre, ha causato molte più
infermità, che non possono essere catalogate nei tipici rischi dell'andare in
guerra.
Innumerevoli ricerche sono state condotte sulle cause di questi sintomi, ma nessuna importante ricerca di massa, che individui come
fuoco primario il DU, è stata ancora messa in atto. Comunque,
esiste una letteratura diffusa relativa all'Uranio Depleto.
Sperimentazione sugli animali.
Pellmar TC, et al, nel 1999, hanno riscontrato prove
di danni al cervello causati da DU introdotto in cavie, e sono arrivati alla
conclusione che il DU produce disordini neurologici.
Inoltre, per effetto del DU sui nervi periferici, hanno osservato il
verificarsi di crampi, di dolori alle estremità, di perdita di
equilibrio nella deambulazione, di brividi, ecc., e si evidenziavano
danni al metabolismo del calcio a livello delle giunzioni neuromuscolari.
Anomalie psico-neurologiche
McDiarmid, et al., del Centro Medico del Dipartimento per le Questioni dei Veterani, in una pubblicazione del 2000 di una osservazione clinica al 1997, dichiaravano di aver sottoposto a controlli 29 su 33 veterani con frammenti di DU nel loro corpo, che erano stati messi sotto osservazione dal 1993. Venivano presi in considerazione test di percezione neurologica che davano esiti cattivi in proporzione al livello alto di concentrazione del DU nelle loro urine, e anomalie nelle funzioni ormoniche del sistema riproduttivo. Inoltre veniva rilevato il danno genetico e anomalie nel contenuto spermatico.
Ora, mentre veniva registrata questa serie di problemi alla salute, si metteva in evidenza che non vi erano maggiori disturbi sintomatici quando veniva effettuato un confronto su 21 veterani della Guerra del Golfo che non erano stati esposti al DU. Però, 11 di questi 21 soffrivano di fatto di qualche disturbo neurologico e si trovavano in condizioni di salute estremamente cattive e quindi evidentemente si voleva mettere in atto un terribile inganno!
Nello
stesso modo,venivano condotti tests nel 1999, e in una
pubblicazione del 2001 venivano aggregati i casi dei 21 soggetti con una
concentrazione di DU nelle urine incomparabilmente bassa rispetto ai 29 sui 33
soggetti esaminati in precedenza, in un tentativo di diluire i risultati in
modo da eliminare le differenze dovute ad anomalie neurologiche e nei livelli
ormonici riproduttivi. .
Anomalie cromosomiche
Come visto in precedenza, i cromosomi di 16 soggetti
che stavano soffrendo della sindrome della Guerra del Golfo
avevano un contenuto 5.2 volte più alto in cromosomi dicentrici e ad anello
centrici.
Altre anomalie, secondo Uranobitz, et al, erano state
riscontrate studiando le anomalie cromosomiche nei veterani della Guerra del
Golfo che avevano mostrato tale sindrome.
Aumento della concentrazione nelle urine di DU P. Horan, et al, del Canada hanno esaminato le urine di 27 pazienti Americani, Britannici e Canadesi, e vi hanno riscontrato in 14 soggetti un'alta concentrazione di DU. Questi dati comprovano il fatto che anche dopo 8 o 9 anni dall'esposizione al DU, viene eliminata nelle urine un'alta concentrazione di DU.
Inoltre, Durakovic, et al, hanno analizzato l'uranio nelle urine di 8 residenti in 8 regioni diverse dell'Afghanistan, che presentavano sintomi analoghi a quelli della sindrome del Golfo, e nel 2003 hanno pubblicato i dati che dimostravano la presenza di un'alta concentrazione di Uranio nelle urine di tutti i campioni. In più, nel 2004, sono stati pubblicati i dati sui rilevamenti di DU nelle urine di 4 su 9 soldati Statunitensi, che avevano l'incarico di mantenere l'ordine pubblico dopo la Guerra Irachena, ed erano stati rimpatriati date le loro condizioni di esaurimento fisico.
Indubbiamente, dalle indagini condotte da Horan e Durakovic, viene dimostrato che il DU rimane nell'organismo per molti anni, e che il DU, più o meno, è sempre parte in causa della sindrome della Guerra del Golfo, data la sua tossicità.
IV. Vi
sono ricerche che prendono in considerazione la tossicità del DU, anche in
ambito dell'Esercito USA
Arfsten DP, del Centro Navale per le Ricerche sulla Salute, e Rictchie GD, et al, della Base dell'Aviazione Militare Wright-Patterson, hanno preso in esame dettagliatamente tutte le ricerche militari USA, e nel 2001, congiuntamente hanno pubblicato le loro conclusioni.
(1) Veniva ritrovata un'alta concentrazione di DU nelle urine di soldati anche dopo 10 anni, da quando costoro avevano inalato particelle o erano stati trafitti da frammenti con DU, durante il conflitto del Golfo o nel Kosovo.
(2) Nelle cavie, il DU si accumulava nei testicoli, nelle ossa, nei reni e nel cervello.
(3) In esperimenti in vitro, si riscontravano in modo caratteristico anomalie genetiche e teratogenicità, e il topo, quando veniva trattato con DU, sviluppava tumori al cervello.
(4) È possibile osservare che, sia come metallo pesante che per la sua radioattività, il DU ha un notevole effetto sulla riproduzione dei ratti.
In questa dissertazione, vi è la sottolineatura che l'opinione espressa non rifletteva necessariamente il punto di vista dei militari, ma si basava solo sulle conclusioni degli autori! Comunque, anche come ricercatori militari, avevano sufficientemente messo in risalto i danni causati dal DU.
Il riconoscimento dei rischi non è limitato solo
alle loro ricerche. Come abbiamo visto prima, numerose sono
state le ricerche mediche realizzate sul DU, anche con sovvenzioni
dell'esercito.
Anche quando queste ricerche sono state condotte sotto la diretta supervisione
dell'esercito, si sono sempre enfatizzati i risultati, anche quando veniva dimostrata la pericolosità del DU.
Dalle pubblicazioni mediche esistenti si evince che il DU è una sostanza estremamente pericolosa, che causa non solo in modo temporaneo disturbi, ma perdita cronica della salute, anomalie congenite, carcinomi e altre gravi forme di malattia.
6. Effetti sull'organismo umano esposto dall'interno alle radiazioni
I.Posizione ufficiale
dell'Organizzazione Mondiale della Sanità WHO
La WHO ha assunto la posizione ufficiale di negare costantemente la pericolosità dell'Uranio Depleto. La sua considerazione di base è stata che se l'esposizione non ha superato i limiti permessi dal dosaggio di radiazioni annuale, (nel caso del pubblico,1 millisievert per anno, quantità di radiazioni assorbite da un individuo all'anno per effetto della radioattività naturale di base), anche se uno è stato esposto alla radiazione, non si presenterà alcun pericolo. Pur tuttavia, in un documento pubblico del gennaio 2003 veniva espresso un giudizio più attuale sulle radiazioni da DU e si raccomandava che, per i siti dove la contaminazione da DU aveva superato il limiti di tollerabilità, venisse messa in atto la decontaminazione, dato sì che i bambini erano a rischio e che bisognava proteggerli, e plausibilmente questa è l'ammissione del fatto che sostanzialmente il DU può causare rischi per la salute.
II. Metodo di valutazione, a tutt'oggi,
dell'esposizione alle radiazioni
Quale sia il limite di tolleranza alle radiazioni a cui è possibile essere esposti viene oggi determinato sulla base del Modello di Rischio per le Radiazioni della Commissione Internazionale per la Protezione Radiologica (ICRP).
Se noi seguiamo questo Modello dell'ICRP, il basso dosaggio di DU lo renderà
poco pericoloso alla salute, essendo dello stesso grado di esposizione
di quello di altre fonti radioattive e della radiazione naturale della terra.
Inoltre, l'ammissione dell'ICRP degli effetti delle radiazioni si limita alla
leucemia, ai tumori, alle anomalie congenite, e agli effetti sui geni, e in base a questa teoria, ne deriva che i sintomi che
configurano la sindrome della Guerra del Golfo non sono in relazione con
l'esposizione al DU.
I contenziosi presso la WHO, la IAEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica) o presso i governi delle nazioni che si appoggiano su queste agenzie, e stanno negando il pericolo delle armi al DU, si fondano proprio su questo.
III. Che tipo di agenzia è
l'ICRP?
Secondo la Canadese Rosalie
Bertell, una scienziata nel campo della Radiologia, nel 1952 alcuni studiosi di
fisica, che avevano preso parte al Progetto Manhattan, cercarono di intervenire
presso la Commissione Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni del
Congresso Internazionale di Radiologia e avvicinarono i membri della
commissione radiologica invitandoli ad una collaborazione, e da questa sinergia
venne creata l'organizzazione denominata "ICRP".
L'ICRP, con membri designati reciprocamente all'interno di ogni
singolo gruppo, e senza incarichi di ruolo fissi, è una sorta di organizzazione
non governativa (ONG), ed è formata da fisici e radiologi di nazioni a
potenzialità nucleare, biofisici e funzionari amministrativi nell'ambiente
sanitario. Oltre ai 13 membri del Comitato Direttivo dell'ICRP, diversi altri
occupano incarichi addizionali presso il Comitato Scientifico dell'ONU sugli
Effetti delle Radiazioni Atomiche (UNSCEAR), e appartengono ad entrambe le
organizzazioni.
ICRP e UNSCEAR non sono ufficialmente
organizzazioni a salvaguardia della salute pubblica.
Si presume che l'ICRP prenda le decisioni rispetto ai profitti politici ed
economici derivati dall'uso dell'energia atomica (compreso lo sviluppo e
l'effettiva sperimentazione delle armi nucleari) e sui livelli di tolleranza
per prevenire i rischi prevedibili per la salute dovuti all'esposizione alle
radiazioni.
L'UNSCEAR dovrebbe dare parere favorevole alla società di fare queste scelte.
L'ICRP non è nemmeno un'agenzia delle Nazioni Unite, neppure è un'agenzia che
ha responsabilità presso le Nazioni Unite, e però, malgrado sia non più che un
gruppo privato composto da persone che fanno gli
interessi delle nazioni e delle industrie che hanno investito sull'energia
atomica, questa agenzia si comporta in maniera tale, come se le raccomandazioni
che emette fossero le solenni conclusioni di esperti, ed inoltre gestisce
politicamente le questioni, a partire dalle agenzie dell'ONU, fino a far
trasformare le sue indicazioni in leggi delle varie nazioni.
Inoltre, queste indicazioni, come la teoria stabilita in rapporto agli effetti
dell'esposizione alle radiazioni, diffuse anche adesso da Università e da
agenzie di ricerca, vengono usate nell'insegnamento
dei giovani studenti.
IV. L'applicazione del Modello sui
Rischi da Radiazioni dell'ICRP, applicato all'esposizione interna, non è valido.
Il Modello sui Rischi da Radiazioni dell'ICRP è stato creato utilizzando i dati ottenuti dalle vittime sopravvissute ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Costoro principalmente erano state soggette all'esposizione esterna di radiazioni ad alta concentrazione di raggi gamma, (N.d.tr.: radiazioni elettromagnetiche di altissima frequenza, molto penetranti, emesse per effetto del decadimento di nuclei radioattivi), (esposizione esterna). Il Modello sui Rischi da Radiazioni è stato creato sulla base dei dati ottenuti su quest'unica specifica condizione. definita come "dosaggio acuto di esposizione esterna" e l'ICRP ha prodotto questo Protocollo di rischio per deduttivamente conformarsi, e da applicare anche per l'esposizione interna (esposizione all'interno dell'organismo), di cronicità variante in tutte le situazioni. Che questo Modello sia o no applicabile anche all'esposizione interna, può essere confermato solo da un'indagine sui danni effettivi. Infatti, con questo Modello, che è stato prodotto a partire da dati di esposizione esterna, non è possibile valutare accuratamente gli effetti di un'esposizione interna. Un esempio classico che questo modello non è in grado di valutare completamente i danni effettivi è stato l'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl. Come conseguenza dell'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, sono stati confermati nelle aree disastrate della Bielorussia, della Russia e dell'Ucraina diversi sintomi da esposizione a basso dosaggio. Malgrado la diffusione di numerosi studi effettuati sulle manifestazioni di questi disturbi collaterali, l' IAEA, l'UNSCEAR e la WHO hanno concluso che le cause di questi disturbi erano da attribuirsi a ragioni psicologiche e a stress. È stato riscontrato un consistente aumento nel rapporto di comparsa del cancro alla ghiandola tiroidea unicamente a carico dei bambini, ma anche di fronte a questo evento, l' UNSCEAR ha sottostimato questi dati effettivi, insistendo nel seguire il Protocollo ICRP.
Prima di tutto, il Modello sui Rischi da
Radiazioni è solamente un protocollo teorico. Secondo la metodologia
scientifica tradizionale, i dati ottenuti da casi reali dovrebbero avere
maggior fondamento sulla teoria, e questo deve succedere, che i fatti
sperimentali devono avere la preminenza. In altre parole, la teoria deve essere
accantonata se non è applicabile e non è conforme con la
realtà che può essere osservata. Comunque, nel caso
delle sue valutazioni dei danni da radiazioni, se la teoria dell'ICRP non è
applicabile e non si conforma alla realtà, allora significa che vuole rifiutare
la realtà. Questo è quello che oggi
capita relativamente ai danni da radiazioni, e dopo la
guerra, la teoria ICRP è stata utilizzata per nascondere agli occhi del mondo
la verità sulle vittime da radiazioni, anche dopo gli incidenti alle centrali
nucleari di Three-Mile Island e di Chernobyl.
Però, a tutt'oggi, ancora una volta, viene presa di
riferimento per negare i pericoli derivati dalle armi al DU. Gli effetti del DU
sull'organismo umano sono comprovati dai succitati lavori clinici in
pubblicazioni mediche e sono stati confermati i vari sintomi che concernono il
cancro e le anomalie genetiche. Il principio generale del metodo scientifico,
vale a dire che la verità deve avere il predominio sulla teoria, deve essere
allora ribadito, e noi insistiamo che la teoria
dell'ICRP deve essere abbandonata, visto che nega i pericoli derivati dal DU.
V. Il Modello sui Rischi da Radiazioni ECRR
I movimenti contro il nucleare, che non possono distogliere gli occhi dai danni prevalenti in tanti
siti ambientali di strutture eteroatomiche, come le regioni inquinate da DU,
dall'incidente alla centrale nucleare di Chernobyl, ecc., e gli scienziati che
collaborano con questi movimenti hanno insistito che i danni provocati
effettivamente dalla esposizione radioattiva a bassa intensità non possono
essere connessi al tradizionale Protocollo dell'ICRP, e hanno messo in rilievo
il pericolo per la salute derivato dall'esposizione radioattiva a bassa
intensità.
Nel momento in cui il Parlamento dell'Unione Europea stava discutendo
intensamente intorno a queste problematiche, la questione dell'esposizione
radioattiva a bassa intensità ha spinto parimenti alla promulgazione di misure
riguardanti il riciclaggio e la rigenerazione delle scorie radioattive, e, in
questo contesto, la Commissione Europea sui Rischi da
Radiazioni (ECRR) ha ribadito l'intenzione di rivedere il tradizionale Modello
ICRP, e nel 2003 la ECRR ha annunciato le sue raccomandazioni.
Queste raccomandazioni hanno puntualizzato che gli effetti sull'organismo umano
dell'esposizione interna non possono essere accertati con il Modello sui Rischi
da Radiazioni ICRP.
E per l'esposizione interna, sono stati esaminati i meccanismi di danno
biologico sulle cellule e sul DNA, ed è stato creato un nuovo Modello sui
Rischi da Radiazioni.
Chris Busby, un membro della ECRR, ha determinato le
dosi di radiazione nel caso di avere 1 micrometro di microparticelle, che
emettono radiazioni alfa assorbite dall'organismo sulla base di questo modello
di rischio, e la dose assegnata al protocollo nell'intorno di 30 micrometri di
microparticelle rivelava da 500 a 1000 millisievert per un anno. Questo valore
numerico supera di molto il livello di tolleranza alle radiazioni (nel caso di
una persona nella normalità, 1 millisievert per anno) indicato dal WHO. Nel caso che si applichi il Modello ICRP,
anche in presenza di assorbimento nell'organismo di
microparticelle di DU, il livello di radiazioni risulterà basso, ma sulla base
del Modello ECRR la stessa emissione avrà una valutazione di alto livello di
esposizione.
La ECRR ha analizzato anche i diversi rischi per la
salute prodotti dalle radiazioni. Asaf Durakovic, nel suo lavoro (Malattie non
diagnosticate e Radioattività da Situazioni Belliche) pubblicato nel
"Croatia Medical Journal", ha verificato le tesi mediche sul DU, e ha
riportato che la contaminazione da DU all'interno dell'organismo può essere la
causa di varie mutazioni cellulari e di danni al DNA. Questa relazione rende
sostanziale la legittimità della impostazione del
Modello sui Rischi da Radiazioni della ECRR.
7.
Consapevolezza da parte delle Forze Armate Statunitensi sulla tossicità delle
armi a DU
Le seguenti sono delucidazioni e giustificazioni
intorno al fatto che l'Esercito degli Stati Uniti è pienamente consapevole che
le armi al DU sono pericolose per l'organismo, visto il processo di sviluppo di
questi armamenti:
I. Lettera
al Generale Groves
Nell'ottobre 1943, 3 fisici, A. H. Compton, et al., inviavano una lettera al Generale Groves, che aveva preso
parte al Progetto Manhattan, con la quale caldeggiavano la "ricerca sullo
sviluppo di armi radioattive e la protezione da queste". In questa lettera , i 3 scienziati proponevano l'organizzazione di un gruppo
di lavoro con l'obiettivo di fare ricerche sulla manipolazione e la
preparazione di materiali radioattivi per uso bellico, e quindi la preparazione
di armi radioattive, nell'evenienza che i Tedeschi Nazisti fossero in posizione
di predominio nello sviluppo di tali armamenti e nella protezione da queste
armi. Inoltre ipotizzavano che queste fossero armi con
un'azione simile a quella delle armi a gas tossici. Nella
lettera, costoro proponevano: "Come uno strumento bellico gassoso, il
materiale dovrebbe essere costituito da particelle microscopiche per formare
polveri e fumi e da diffondere attraverso proiettili incendiari, mezzi da
trasporto terrestri o bombe aeree. In questo modo le particelle
potrebbero essere inalate nei polmoni. La quantità necessaria per causare la
morte di una persona che ha inalato il materiale è estremamente
piccola. Abbiamo valutato che un milionesimo di grammo accumulato
nell'organismo di una persona dovrebbe esserle
fatale." Inoltre puntualizzavano: "Due sono i
fattori che sembrano accrescere l'efficacia delle polveri o dei fumi
radioattivi come arma: 1. Le sostanze non sono registrabili dai sensi;
2. Il materiale può essere diffuso in polveri o fumi, in forma tanto
micronizzata da permeare completamente un filtro di una maschera antigas
normale, in quantità tale da essere estremamente
dannosa.
A questa efficacia come arma si contrappone un
fattore, che il materiale sotto forma di polveri o di fumi è così finemente
micronizzato da assumere la caratteristica di un gas che si può disperdere
rapidamente e quindi risulta soggetto a tutti quegli accidenti, come il vento,
che contrastano il mantenimento di alte concentrazioni per più di alcuni minuti
sopra una data area." Inoltre,
nella lettera, stabilivano i metodi per usare armi di questo tipo:
1. Come sostanza inquinante, questo materiale può essere disperso sul terreno dall'aria o da terra, e, in funzione della quantità, gli effetti delle radiazioni su una persona probabilmente dovrebbero essere immediati, ma potrebbero dilazionarsi nel tempo, per giorni e forse per settimane, e provocare la morte. Per queste sostanze, non si conoscono metodi decontaminanti. 2. Come uno strumento bellico gassoso, l'inalazione di un volume infinitesimo di sostanze distribuite sotto forma di polvere o di fumo o disciolte nei liquidi deve essere fatale. "Per il terreno contaminato con polveri o fumi radioattivi…le sostanze radioattive possono essere messe in circolazione, come polvere fine, dai venti, dal movimento di veicoli o truppe, ecc., e rimanere un potenziale pericolo per lungo tempo." E rispetto a questo ultimo punto, "Queste sostanze possono essere diffuse in modo tale da entrare nell'organismo non solo per inalazione ma anche per ingestione. Serbatoi e pozzi devono essere contaminati, o gli alimenti avvelenati con effetti del tutto paragonabili a quelli risultanti dall'inalazione di polveri o fumi…Particelle del diametro più largo di un micron devono depositarsi sulle vie respiratorie, naso, trachea e bronchi, per essere trasportate con il muco sulle pareti alla velocità di 1/2 - 1 cm/min. Particelle inferiori per diametro di un micron possono andare a depositarsi sugli alveoli dove rimarranno indefinitamente o saranno assorbite dal flusso linfatico e sanguigno… e mentre le armi chimiche gassose possono dimostrare da subito i loro effetti, le sostanze radioattive hanno effetti che rimangono nel tempo." A questo punto dobbiamo esercitare la nostra speciale attenzione sul fatto che in questa lettera si ipotizza in modo evidente l'esposizione interna, e sebbene nello specifico si faccia riferimento all'Uranio 238, si sono messi in rassegna i pericoli dell'esposizione interna prodotti da microparticelle di materiali radioattivi.
II. Alcune
documentazioni del Governo degli USA sugli effetti
pericolosi delle armi a D.U.
Vengono citati di
seguito alcuni documenti pubblicati dalla Campagna Contro l'Uranio Depleto
(CADU) in Gran Bretagna, a provare gli effetti pericolosi del DU: Una circolare consultiva dell'Amministrazione
dell'Aviazione Federale (FAA) ai Membri del Congresso USA, in data 20 dicembre
1984, avvertiva coloro che conducevano inchieste per conto della FAA sui luoghi
di disastri aerei, quando venivano a contatto con velivoli caricati con DU,
zavorra di bilanciamento aerodinamico, che "se venivano inalate o ingerite
particelle, allora queste potevano risultare chimicamente tossiche e causare
una esposizione radioattiva dei tessuti interni significativa e di lunga
durata." Il 7 marzo 1979, il
Comando Equipaggiamento, Ricerca e Sviluppo per la Mobilità dell'Esercito USA stabiliva che "non solo il personale nelle
immediate vicinanze, il personale di riserva e quello combattente sulla linea
del fuoco, ma anche quello a distanza dalla linea del fuoco doveva far fronte
ad una potenziale sovraesposizione all'aria di polvere di Uranio
bruciato." (Questo veniva reso pubblico in
seguito ad una richiesta di Chris Kornkven, et al, del Centro delle Risorse
Nazionali per la Guerra del Golfo, basata sull'"Act" sulla Libertà di
Informazione). L'Istituto per le
Politiche Ambientali dell'Esercito degli Stati Uniti, in una relazione del
giugno 1995 al Congresso, afferma che il DU ha la potenzialità di produrre
importanti conseguenze sulla salute, se entra nell'organismo. La dose radioattiva
che compromette in modo critico gli organi dipende
dalla durata temporale di permanenza del DU negli organi. Quando questo valore
è noto o determinato, possono essere stabiliti i rischi di tumore e di anomalie ereditarie. Il 26 maggio 1997, il "Nation
Magazine" pubblicava un articolo su un documento del luglio 1990 del
Comando Chimico, sui Sistemi d'Arma e il Munizionamento dell'Esercito USA
(AMCCOM) che affermava che il DU, emettendo radiazioni alfa di bassa intensità,
era da collegarsi al cancro, quando si verificavano
esposizioni interne, e che la sua tossicità chimica era causa di danni renali.
Quindi, il gruppo di lavoro dell'AMCCOM sulle radiazioni aveva già da lungo
tempo stabilito che gli effetti di bassi dosaggi di radiazioni da DU dovevano
esser correlati agli sviluppi di cancro, e che non esisteva una dose di
radiazioni tanto bassa con possibilità di effetti
praticamente nulla. Il 16 agosto 1993,
il Col. Robert G. Claypool della Sezione di Chirurgia Generale dell'Esercito USA, in una lettera affermava: "Quando i
soldati inalano o ingeriscono polvere di DU, allora incorrono in un aumento
potenziale di rischio di cancro. L'intensità di questo aumento
può essere quantificata se può essere valutata la quantità immessa di DU. Gli
effetti fisiologici prevedibili dall'esposizione alla polvere di DU includono
un possibile aumento della diffusione di tumori e di danni renali." I dati sui
materiali pericolosi per la salute, Foglio di Dati sulla Sicurezza dei
Materiali (MSDS), del Dipartimento USA sul Lavoro, indicano che "il DU
aumenta il rischio di carcinoma al polmone e la tossicità chimica per i reni.
Assolutamente pericolosi sono i prodotti del decadimento di Uranio-238,
U-235, e U- 234." Questi documenti
indicano che, prima e dopo la Guerra del Golfo, le Forze Armate USA e il
Governo degli Stati Uniti avevano da molto tempo
portato avanti ripetute indagini sui pericoli derivanti dal DU e sui rischi da
irraggiamento interno, e conoscevano molto bene la carcinogenicità e la
teratogenicità dell'Uranio Depleto.Dopo la Guerra del Golfo, queste
informazioni erano state presentate al Congresso degli USA.
Nel 1992, l'Ufficio della Ragioneria Generale degli USA e la Commissione per
gli Stanziamenti del Senato avevano raccomandato
rispettivamente al Dipartimento della Difesa e all'Esercito USA di portare
prove degli effetti causati dal DU sull'organismo umano e sull'ambiente; nel
giugno 1993, in risposta, il Dipartimento dell'Esercito proponeva un piano per
questo tipo di verifica, vale a dire, "una verifica medica completa sul
personale esposto alla contaminazione da DU", e "un adeguato
addestramento, a partire da subito, per il personale che può venire a contatto
con equipaggiamento contaminato da DU", ecc. Comunque, questo piano, a tutt'oggi,
non è stato messo in atto e, come dichiarato in precedenza, è stato
deliberatamente ignorato o distorto.
III. Testimonianza di Doug Rokke
Doug Rokke era un professore di Fisica e Scienze
Ambientali alla
Jacksonville University, un maggiore (della Riserva) dell'Esercito, e nel 1994
- 95 aveva l'incarico del progetto sul DU del Pentagono. Egli prendeva
posizione e rispondeva alle domande dei pubblici ministeri del Tribunale
Internazionale per i Crimini nell'Afghanistan che concernevano il progetto
succitato. Sull'origine della formazione
del gruppo di lavoro che si doveva interessare a questo Progetto del Pentagono
sul DU, dichiarava: "Funzionari avevano ricevuto l'incarico dalla Gran
Bretagna, Australia, Canada e dalla Germania a
partecipare al Progetto e di studiare i rischi derivati dalle armi a DU, e
dall'Esercito mi era stata assegnata la direzione del gruppo. L'obiettivo del Progetto era quello di
assicurare quella adeguata informazione e l'opportuno
addestramento ai soldati che venivano impiegati sulla linea di fuoco, in modo
da renderli edotti in modo chiaro sui rischi e i pericoli dopo l'uso di
armamenti e bombe al DU, e per portar loro la conoscenza del tipo di
contromisure e di misure precauzionali che bisognava adottare, e di fare
proposte di come bonificare il terreno dalle pallottole a DU. Perciò noi abbiamo presentato informazioni e raccomandazioni
su un argomento che era del tutto sconosciuto. Fino a quel giorno, le Forze
Armate e l'Esercito USA non avevano mai preso misure a
protezione dei soldati."
Aggiungeva inoltre: "Noi avevamo raccomandato che la bonifica era
essenziale, ma in realtà bonificare completamente risultava
impossibile. Per questo, abbiamo proposto di non usare più a lungo armi a DU.
Purtroppo, le nostre indicazioni furono disattese dai livelli superiori del
Governo e completamente ignorate dalla NATO, dalla
Gran Bretagna, Australia e dagli altri."
Inoltre, Doug Rokke affermava che, nell'ambito del Progetto sul DU,
aveva commissionato diversi videotapes, che erano
stati pensati come videotapes del Pentagono sull'uso delle bombe al DU.
"Il primo di questi era un'informazione su che tipo di pericolo si incorreva quando una bomba al DU andava ad esplodere; il
secondo, quasi un manuale per quando bisognava effettuare una bonifica, e il terzo
era su come si doveva misurare la radioattività e si puntualizzava che usare un
contatore Geiger per misurare quella delle bombe a DU non aveva validità. Il
quarto era su che tipo di equipaggiamento bisognava
usare durante la eliminazione dei residui di un proiettile a DU, e il quinto
era su come bisognava maneggiare proiettili inesplosi. Questi videotapes erano
stati prodotti a beneficio dei soldati, che non dovessero andare incontro a
compiti pericolosi, ma in conclusione non vennero mai
utilizzati." Gli Stati Uniti
avevano dato inizio al Progetto sulle armi al DU, ma, a causa della relazione
che era stata stesa sui rischi estremamente alti di
queste armi e della raccomandazione a non più usarle, i risultati delle
ricerche del Progetto vennero secretati. Attraverso la diffusione di queste
informazioni e i video, la natura pericolosa delle armi al DU sarebbe risultata lampante e gli USA hanno avuto paura di
essere visti con criticismo dalla comunità internazionale, e che le armi a DU
non avrebbero potuto essere usate più a lungo. Questo è quanto, secondo Doug
Rokke, et al.. Le loro raccomandazioni sono state
ignorate, il loro Progetto mandato all'aria, e nulla è stato fatto per
proteggere i soldati dalle armi a DU e per fornire loro protezioni sanitarie.
IV. Consapevolezza da parte delle Forze Armate Statunitensi delle
violazioni delle leggi internazionali
Nell'ambito delle Forze Armate USA, esiste la consapevolezza, oltre che della natura pericolosa dell'Uranio Depleto, come si è visto in precedenza, anche della possibilità di violazioni del Diritto Internazionale, dato che l'uso di questo tipo di armi costituisce una violazione delle norme internazionali.
Il manuale dell'Aviazione Militare USA del 1976, dal titolo "Diritto Internazionale: La conduzione di un conflitto armato e le operazioni aeree", fa riferimento a trattati, compresa la Convenzione dell'Aja del 1907, il Protocollo di Ginevra sui gas del 1925, e la Convenzione di Ginevra relativa alla Protezione dei Civili in tempo di guerra del 1949, e nello specifico analizza come si devono comportare ed impegnare le Forze Armate USA. Il Protocollo di Ginevra sui gas mette fuori legge i gas asfissianti, tossici o altri gas, e tutti gli analoghi liquidi, solidi o derivati, e la Convenzione dell'Aja proibisce esplicitamente l'uso di veleni o di armi avvelenate. Il manuale dell'Aviazione Militare USA definisce veleno "sostanze biologiche o chimiche che causano la morte o disabilità con effetti permanenti quando, anche in piccole quantità, vengono ingerite, entrano nei polmoni o nel flusso sanguigno, o vengono a contatto con la pelle." Il manuale recita: "Qualsiasi arma può essere applicata secondo un uso illegale e, senza ombra di equivoci, un'arma di "per sé" può essere illegale se, per consuetudine internazionale o per trattato, ne viene proibito l'uso, qualsiasi siano le circostanze. Un esempio è costituito dal veleno che può uccidere o menomare una persona." Gli anni Settanta sono stati il periodo in cui l'esercito USA ha iniziato in grande scala a sviluppare e a produrre proiettili a DU. Da questo periodo in avanti, l'Aviazione Militare USA è stata pienamente consapevole che le armi a DU sono armi velenose, e che il loro uso costituiva una violazione delle leggi internazionali, ed ora, anche con quella conoscenza, sono state utilizzate nell'attacco contro l'Iraq, e l'insistenza Statunitense, che l'uso delle armi a DU "non è illegale" sulla base per cui non sono state mai proibite in maniera esplicita da qualche Convenzione di Guerra, è assolutamente un inganno. Un altro documento che può comprovare questo raggiro è il memorandum "Sull'Efficacia dei Penetranti ad Uranio Depleto" del Laboratorio Nazionale di Los Alamos, scritto dal Tenente Colonnello M. V. Ziehman, in data 1 marzo 1991, immediatamente dopo la Guerra del Golfo. Oltre a puntualizzare l'efficacia delle bombe a DU usate in modo estensivo nelle operazioni militari in Iraq, vi si legge: "Vi sono state, e continuano ad esserci, preoccupazioni rispetto all'impatto del DU sull'ambiente. Se nessuno può dire nulla contro l'efficacia del DU sul campo di battaglia, i proiettili a DU possono comunque diventare politicamente inaccettabili ed essere eliminati dagli arsenali. Dato che i penetranti al DU hanno dimostrato quanto sono validi durante le nostre recenti attività di combattimento, allora è necessario assicurare la loro futura esistenza (finché non si sviluppi qualcosa di meglio). Se non viene garantita la loro messa a disposizione, è possibile che stiamo per perdere una preziosa risorsa in combattimento. Io penso che dovremmo tenere a mente questo significativo argomento, quando si scrivono articoli dopo l'azione." In effetti questo è un richiamo che avverte le varie agenzie di comunicazione governative e dell'esercito USA a tenere ben in mente tutto questo e a continuare a conservare il silenzio sull'uso continuo delle armi a DU, e a tenere per sé quanto più possibile il grande criticismo sugli effetti pericolosi del DU all'organismo umano e all'ambiente, e sulle possibili violazioni delle leggi, che abbiamo indicato in precedenza.
V.
Ciononostante, queste le ragioni delle Forze Armate
USA per l'uso di armi a DU
Le Forze Armate USA, malgrado il diffuso criticismo e lo scetticismo dentro e fuori il Paese, hanno espresso i loro motivi per l'uso continuo di queste armi mortalmente tossiche, esclusivamente in base a ragioni di costi e di efficacia militare. Questo tipo di armamenti sono considerati come una pietra miliare nella strategia di utilizzazione del nucleare da parte dell'esercito degli USA. Le Forze Armate USA, al presente, hanno come obiettivo lo sviluppo e l'uso delle armi nucleari di quarta generazione. Nell'ultimo anno, dopo l'eliminazione dell'interdizione alle ricerche sulle armi nucleari di piccolo potenziale, il Dipartimento dell'Energia ha incentivato i direttori dei laboratori nazionali, come quello di Los Alamos, etc., raccomandando loro di "non sprecare l'opportunità" di mettere in atto questi esperimenti nucleari, e uno dei progetti era il montaggio di queste mini bombe nucleari in ordigni anti bunker, che molto probabilmente venivano riempiti con Uranio Depleto, e usati nella guerra in Afghanistan e in Iraq. Le Forze Armate USA, come pionieri nell'uso di queste armi nucleari di quarta generazione nel combattimento vero e proprio, malgrado che vi fossero altre alternative che potevano essere usate come armi, a fatti compiuti hanno preteso di affermare che l'inquinamento da radiazioni per l'uso di armi a DU è dentro "i limiti di tolleranza". L'amministrazione Bush ha asserito che "l'inquinamento da radioattività è tenuto sotto controllo perfino ai livelli minimi" delle mini bombe nucleari penetranti nel sottosuolo. Comunque, anche se queste fossero state concentrate momentaneamente solo sugli obiettivi di attacco alle strutture interrate, ecc., avrebbero causato una contaminazione estremamente seria per l'organismo umano e per l'ambiente determinata da un tremendo inquinamento radioattivo, che si accompagna sempre ad una esplosione nucleare. Le Forze Armate USA nascondono questo fatto, ponendo l'enfasi indirizzata al mondo sul livello di tollerabilità, in un tentativo di ottenere il consenso da parte della comunità internazionale.
8.
Inquinamento Ambientale da Uranio Depleto (DU)
I.
Contaminazione Radioattiva Diffusa in Iraq
In questa guerra contro l'Iraq, le armi a DU sono state usate su grossi centri abitati e città,
a partire da Baghdad. Molti paesi pongono un limite all'esposizione pubblica
alle radiazioni prescritta da norme basate sulla raccomandazione della ICRP, la Commissione Internazionale per la Protezione
Radiologica, fissata ad 1 millisievert per anno, e la quantità equivalente di
Uranio Depleto è pari a 11.4 milligrammi. La quantità di Uranio
Depleto contenuto in una bomba a DU di medio calibro è di 280 grammi. Un colpo
come questo emette una radiazione, per ignizione e micronizzazione, che supera
il limite per anno per 25.000 persone. Secondo ricerche
sul posto condotte da organizzazioni e studiosi a titolo privato, è stato
riportato che radiazioni ad alto livello sono state registrate sui terreni che
stanno attorno a trincee lungo le strade e all'interno di cantieri edilizi dove
testate e involucri di queste bombe a DU erano stati depositati, e sui carri da
guerra. La quantità esattamente usata non è stata mai resa pubblica, ma Michael
Kilpatrick, in un forum, affermava che si aggirava
sulle 115 tonnellate, e questo sarebbe sufficiente per distribuire un dosaggio
per anno su circa 100 milioni di persone.
L'Uranio Depleto è penetrato profondamente nella sfera vitale delle persone!
Alla conclusione di questa guerra, il 6 aprile 2004, il Direttore Esecutivo del
Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, UNEP, Klaus Toefger ha
dichiarato: "L'UNEP si dichiara pronto a condurre da subito studi sul
campo ambientale in Iraq. Date le complessive preoccupazioni per l'ambiente
durante il conflitto, e il fatto che le condizioni ambientali in Iraq fossero veramente fonte di serie perplessità già prima della
guerra attuale, l'UNEP pensa che bisogna da subito mettere in atto ricerche sul
campo. Questo risulta particolarmente importante per
la protezione della salute umana in una situazione post-bellica, dato l'uso
evidente di armi a DU in questa guerra."
Immediatamente dopo, l'UNEP ha pubblicato una "ricerca a tavolino
sull'ambiente Iracheno" che conteneva informazioni sui rischi per le falde
acquifere, per le acque di superficie, per le sorgenti di acqua potabile, a
causa della dispersione di particelle radioattive. Inoltre, nel 2002, un
documento della British Royal Society indicava che, a causa dell'Uranio
Depleto, la contaminazione radioattiva, dopo il conflitto, avrebbe permeato con
gradualità il terreno e le fonti di acqua per i
prossimi anni a venire. Innanzitutto, il DU è una sostanza profondamente
tossica, derivata come materiale di scarto della produzione di
energia nucleare, per portare ricchezza e benefici per appena una parte
della popolazione. Sono state approvate leggi che concernono l'obbligo legale,
per le persone che traggono profitto da questo, di assicurare la gestione della
sicurezza e del trattamento delle scorie radioattive in ogni nazione che
utilizza energia atomica. Il regolamento nazionale USA "10CRF20" ha
stabilito lo stretto controllo del deposito, del trasferimento e dell'uso
dell'Uranio Depleto, e il pagamento di attente
compensazioni e cauzioni, a prevenire sue dispersioni nell'ambiente. Che il
Governo USA nel suo proprio paese spenda molto denaro
per la stretta gestione e il deposito di materiale radioattivo, tutto questo
risulta comprensibile sia legalmente che moralmente, ma gli USA sono
perdonabili quando impiegano le sostanze radioattive contro la gente di altri
paesi? Non ci sono scrupoli nello scaricare e nel diffondere illegalmente
grandi quantità di scorie, perfino condizionando il destino futuro degli Iracheni,
dati i gravi rischi e i pericoli della radioattività?
II. Lo
sviluppo del concetto di Protezione Ambientale
Il presente ambiente del globo si è formato ben
prima che la razza umana facesse la sua comparsa sulla terra, e la razza umana
si è evoluta in conformità e si è adattata all'ambiente. Comunque,
il rapido sviluppo delle tecnologie scientifiche per conseguire benessere e
comodità hanno portato alla distruzione dell'ecosistema, e hanno prodotto un
inquinamento globale, e questo ha creato la situazione che la stessa esistenza
del genere umano risulta ora in imminente pericolo.
In questa situazione, nel 1971, le Nazioni Unite hanno convocato la loro prima
conferenza internazionale sui temi ambientali, "La Conferenza delle
Nazioni Unite sull'Ambiente Umano", e hanno adottato la
"Dichiarazione della Conferenza delle Nazioni Unite sull'Ambiente
Umano".
Nella Dichiarazione venivano espressi gli ideali che
"entrambi gli aspetti dell'ambiente umano, sia quello naturale che quello
artificiale, sono essenziali al suo benessere e per il godimento dei diritti
umani di base, il diritto alla vita stessa," "Tutte le nazioni, le
organizzazioni e gli individui, ad ogni livello, tutti, impegnandosi egualmente
nello sforzo comune di conseguire questo obiettivo ambientalista, accetteranno
l'impegno, e per i loro valori e la sommatoria delle loro azioni, daranno forma
all'ambiente del mondo del futuro, responsabilmente" e "tutte le
nazioni dovranno rendersi responsabili che i loro rispettivi paesi non saranno
causa di disastri ambientali alle regioni di altri paesi." Il radicamento
e lo sviluppo dell'ideologia ambientalista hanno avuto derivazione dai
movimenti che tentano di opporsi alla distruzione dell'ambiente causata dalla
guerra.
La Convenzione sulla proibizione dell'uso per scopi militari di tecniche di
modificazione ambientale, che è stata approvata nel 1976, vieta l'uso militare
di tecniche di modificazione ambientale, cioè di
qualsiasi tecnica per cambiare, tramite manipolazione deliberata dei processi
naturali, le dinamiche, la composizione o la struttura della terra, biosfera,
litosfera e idrosfera o lo spazio esterno, in modo tale da produrre effetti
violenti, diffusi, duraturi, causa di distruzione, danni e lesioni gravi. Nel
contempo, entrava in vigore il Protocollo Supplementare della Convenzione di
Ginevra, che stabiliva che "è proibito l'uso di mezzi o metodi di
combattimento che intendono o prevedono di infliggere lesioni gravi, in modo
diffuso e duraturo nel tempo."
III.
Principio di Precauzione
Comunque, senza
limitarci alla conduzione delle guerre, al presente non è possibile mettere in
atto le tecniche e le conoscenze idonee a prevedere esattamente l'entità degli
effetti delle moderne attività dell'uomo, in associazione con il progredire
della tecnologia. Di conseguenza, all'interno delle conferenze internazionali e
dei trattati che concernono l'ambiente, è emersa l'idea che gravita intorno al
"principio di precauzione". Alla Conferenza delle Nazioni Unite
sull'Ambiente del 1992, nella "Dichiarazione di Rio" rispetto al
Principio di Precauzione, si specifica: "Allo scopo di proteggere
l'ambiente, l'approccio alla precauzione deve essere largamente applicato dagli
Stati, in accordo con le loro risorse. Dove esistono minacce di danni gravi e
irreversibili, la mancanza di una certezza assoluta dal punto di vista
scientifico non deve costituire una ragione per
posporre misure, certamente costose, per prevenire il degrado ambientale."
Nel rendere prioritario questo principio, non è difficile immaginare
il fatto che si formerà una profondamente radicata opposizione
all'impresa che esige profitti ed è causa della stagnazione delle ricerche, e
si produrrà una divisione di opinioni tra le nazioni. Pur tuttavia, i problemi
irrevocabili dell'ambiente su scala planetaria, come le anomalie
dell'ecosistema che sono la causa del riscaldamento del globo e della
formazione di sostanze endocrine molto disturbanti, sono stati diffusamente
tenuti sotto osservazione, e nel 2000 la Commissione Europea ha sottolineato l'esigenza di una politica chiamata "a
standardizzare il Principio di Precauzione riguardante le problematiche
ambientali." Noi, uomini, che abbiamo senza risparmio inquinato e
distrutto l'ambiente alla ricerca del profitto per bramosia e mancanza di
preveggenza, siamo arrivati a questo punto, e nel contempo esprimiamo
l'intenzione di proteggere i nostri diritti fondamentali e di preservare
l'ambiente, e per questo dobbiamo motivarci almeno ad iniziare a fare nostro
l'avvertimento delle rilevanti responsabilità per il futuro. Rispetto a questo
problema, scienziati e specialisti di nazioni capitaliste hanno giocato un
ruolo importante e hanno concentrato i loro sforzi nella promozione
del Principio di Precauzione, pubblicando le loro relazioni in una
Conferenza sulla Dispersione nell'Aria del 1998 o alla Conferenza
Internazionale sulla Scienza e il Principio di Precauzione del 2001. Per quanto
questi sicuramente siano una minoranza, hanno avuto
una certa influenza nella costruzione politica. Un esempio è un'ordinanza
adottata dalla Città di San Francisco in California. Per i cittadini vi sarà la
necessità di unire gli sforzi e tenere saldo il
principio di precauzione. Finalmente, l'umanità ha individuato la necessità di
spontanee limitazioni come comune dovere e responsabilità, in modo da prevenire
la completa distruzione dell'ambiente, dato che la
gente era diventata assolutamente disattenta all'ambiente, motivata solo nel
realizzare profitti, ed egoista nei loro comportamenti e mentalità. La
concettualizzazione di tutto ciò costituisce il "principio di
precauzione" e dovremmo tenere in mente di
assumere noi stessi la responsabilità di continuare ad affermare che questo
dovrà diventare l'ideologia di base dell'umanità rispetto alla protezione
dell'ambiente, e perciò esercitare ogni sforzo per osservare questo principio.
Noi riteniamo che dovremmo percepire il principio di precauzione come qualcosa
da radicare, e quindi sviluppare una legge internazionale umanitaria e
naturalmente applicarla anche ai modi con cui si conducono le guerre. La
stipulazione dei trattati e i protocolli supplementari avevano già stabilito di
mettere al bando "i modi e i mezzi del conflitto bellico che prevedono di
causare effetti gravi, diffusi e duraturi nel tempo e ferite all'ambiente".
Queste norme, allo scopo di dimostrare la loro effettiva forza di controllo,
devono essere applicate nel momento in cui ci si aspetta che qualcuno conduca
un conflitto con modalità tali da causare un grave
impatto ambientale.
Per essere chiari, l'uso di armamenti a Uranio
Depleto, che hanno diffuso la radioattività che ha reso possibile un grave
impatto sull'ecosistema, costituisce un atto evidentemente illegale, se il
diritto internazionale umanitario realizzato per il principio di precauzione
viene ben interpretato, nel contesto di questo storico sviluppo per la
protezione dell'ambiente.
IV. Il Crimine di "Onnicidio"
D'altra parte, il Tribunale Internazionale per i
Crimini nell'Afghanistan, ha sentenziato che l'uso di armi
a DU è un atto che costituisce una minaccia all'esistenza anche dei paesi
confinanti dell'intera regione, l'estinzione di tante forme vitali, per
l'inquinamento dell'aria, acqua e fonti di alimentazione, o l'alterazione
irreversibile con la mutazione genetica di tutte le forme di vita, compresa la
flora e la vegetazione, quindi, in altri termini, costituisce un crimine di
"onnicidio".
Questo è un fatto che focalizza l'attenzione sulla pericolosità del DU, dato
che colpisce l'ecosistema, e il suo utilizzo è considerato come un atto di un
massacro su larga scala di tutte le forme viventi sulla terra. La mancanza nel
perseguire la criminalità dell'uso di DU, per le ragioni che l'effetto
sull'ambiente delle armi a DU non è sufficientemente comprovato, ha
inevitabilmente favorito la produzione e l'uso di questo tipo di armi di distruzione dell'ambiente. Questo sta andando
contro il corso della storia della formazione del
principio di precauzione analizzato in precedenza, e quindi, anche in tempo di
guerra, proprio per rendere effettivamente operante il principio di
precauzione, è necessario in qualche modo regolamentare penalmente il
comportamento criminale in caso di violazione di questo principio. Come
fondamento della colpevolezza per un atto di violazione, vi sia l'onnicidio, ed
è molto auspicabile l'urgente affermazione di questo concetto. Soprattutto con
lo scopo di rendere il Diritto Internazionale delle Genti realmente operante da
adesso in avanti, nella sfera ambientale sussiste la necessità di assimilare il
concetto definito come "onnicidio" con il principio di precauzione.
Inoltre, per questa ragione, noi denunciamo l'uso delle armi a
Uranio Depleto come una violazione del Diritto Internazionale, e di conseguenza
lanciamo un forte appello per la messa al bando di queste armi!
9. L'uso di armi a DU come palese "crimine di guerra" e "crimine contro l'umanità"
Che l'uso di armi a DU sia un atto illegale in violazione del Diritto Internazionale delle Genti è chiaro in modo evidente.
Il Diritto Internazionale delle Genti non potrà
mai legittimare l'impiego di queste armi, anche nel caso in cui non esista
un'esplicita regolamentazione sul loro uso, ma ha
palesato l'urgenza di conformarsi a 1. il principio di
proibizione dei mezzi che causano inutili sofferenze e aggravano senza scopo le
pene dei combattenti invalidati; 2. il principio di
proibizione della distruzione degli obiettivi a carattere non bellico; 3. il principio di proibizione delle armi di distruzione di
massa.
In tutti i modi, come abbiamo visto in precedenza, l'inquinamento da Uranio
dovuto alle armi a DU risulta altamente letale, e le
sofferenze inflitte senza necessità e senza distinzione sulle persone, senza
tenere conto se si tratta di un nemico o un alleato, la tossicità che si
perpetua anche dopo la guerra, e il disastro che andrà a riversarsi sulle genti
future, sono chiari moniti delle loro potenzialità indiscriminate, e il fatto
che questo tipo di armi sia stato usato in aree densamente popolate, come
Baghdad, senza considerare se si trattava di obiettivi civili o militari, dimostra
che le Forze Armate Statunitensi e Britanniche hanno violato in modo palese
tutti e tre i principi enunciati qui sopra.
I. Crimine contro l'Umanità
L'uso di armi al DU da parte delle Forze Armate Statunitensi e Britanniche costituisce un attacco per far strage di uomini, farli piombare in uno stato di sofferenza profonda, per creare loro ostacoli insormontabili, per sottrarre e distruggere il loro stato di salute, generando disordine genetico e una perpetua distruzione dell'ambiente con la diffusione dell'Uranio che inquina tutta la nazione Irachena, in una "azione inumana commessa come parte di un attacco su larga scala e sistematico contro i civili in un conflitto armato". (Articolo 4 dei Regolamenti Ufficiali e Articolo 7 dell'ICC). Quindi, sia il Presidente Bush che il Primo Ministro Blair, in qualità di Comandanti in Capo, sono criminalmente responsabili per questi delitti contro l'Umanità. (Articolo 7 dei Regolamenti Ufficiali e Articolo 7.a dell' ICC).
II. Crimini di Guerra
In più, è evidente che questa è una guerra imperdonabile, definita (negli Articoli 2 a, d, m, e p dei Regolamenti Ufficiali e negli Articoli 2 a, b dell' ICC) come "un attacco condotto intenzionalmente, e coloro che vi sono coinvolti sono totalmente consapevoli dei danni collaterali procurati in maniera seria e duratura all'ambiente naturale", dove "vengono usate armi velenose e tossiche", "armi che hanno la caratteristica di infliggere gravi ferite e sofferenze inutili e di essere usate in modo indiscriminato". Per tutto questo, sia il Presidente Bush che il Primo Ministro Blair, in qualità di Comandanti in Capo, sono criminalmente responsabili di crimini di guerra.(Articolo 4 dei Regolamenti Ufficiali e Articolo 2.a dell'ICC).
Molto tempo prima di
questo, nell'agosto 1996, la Sottocommissione per i Diritti Umani dell'ONU
aveva adottato una Risoluzione che stigmatizzava l'uso delle armi a DU come una
violazione, come un'arma di distruzione di massa che doveva essere messa al
bando.
Inoltre, nel luglio 2003, un rapporto di Yeung Sik Yuen presentato alla
Sottocommissione per i Diritti Umani dell'ONU mostrava forte preoccupazione per
gli effetti negativi dovuti alle armi a DU sulla salute e sull'inquinamento
ambientale, a parte il fatto che "l'uso delle armi a DU costituisce una
violazione delle leggi internazionali, può infliggere inutili sofferenze e
gravi lesioni, e può essere una minaccia effettiva per l'ambiente, e per tutto
questo deve essere proibito."
Quindi, in questa discussione si enfatizzava che gli
Stati che avevano usato queste armi in violazione del Diritto Internazionale
erano responsabili e dovevano indennizzare, e procedere alla decontaminazione
di queste armi mortali.
Non solo la Sottocommissione per i Diritti Umani
dell'ONU, ma anche altre organizzazioni, come il Parlamento dell'Unione Europea
avevano adottato risoluzioni indirizzate a questo
scopo.
Nel febbraio 2003, il Parlamento dell'Unione Europea adottava la
"Risoluzione sugli Effetti Nocivi delle Bombe a DU e delle Bombe
Inesplose" e demandava alla Commissione Europea di monitorare gli sviluppi
in conformità alla possibile, grave ed estesa contaminazione dell'ambiente
supposta essere dovuta alle armi a DU e ad appoggiare
ricerche indipendenti e approfondite sui possibili effetti nocivi dovuti
all'uso di munizioni ad Uranio Depleto.
In questo modo, il sentimento internazionale
sulla messa al bando dell'uso delle armi a DU ha guadagnato impulso, e nella
presa di consapevolezza ad osservare le leggi internazionali, l'uso delle armi
a DU da parte delle Forze Armate Statunitensi e Britanniche non è altro che
un'empietà contro il diritto internazionale, che la comunità internazionale e
fino a questo momento il genere umano ha promosso.
Tutta la nazione Irachena è diventata un territorio sperimentale, dove quelle
armi, comprese le armi a DU, in cui viene impiegata
una sofisticata tecnologia, sono state usate senza limiti, e per questo uso il
popolo dell'Iraq, una volta ancora, ha dovuto sopportare la punizione e la
sofferenza di un destino di contaminazione da Uranio Depleto semi-permanente.
Negli argomenti espressi durante il processo
pubblico davanti al Tribunale Internazionale per i Crimini nell'Afghanistan,
l'uso delle armi a DU veniva definito un crimine di
"onnicidio" (la distruzione di tutte le forme di vita), per la
minaccia alla sopravvivenza non solo della regione danneggiata da questo uso,
ma anche dei paesi confinanti, per l'estinzione della vita, la contaminazione
dell'aria dell'acqua, delle fonti alimentari ed inoltre per l'irreversibile
alterazione dell'informazione genetica di tutte le forme di vita, compresa la
flora e la vegetazione.
Per queste considerazioni, il fatto che le armi a DU, quando usate, deprivano
in modo assoluto del diritto alla vita tutte le forme viventi che sono state generate in questo mondo, costituisce un crimine
imperdonabile contro tutte le creature viventi.
Allora, con convinzione, noi lanciamo le accuse contro il Presidente Bush e il Primo Ministro Blair, per i crimini summenzionati, e vogliamo costringerli immediatamente ad indennizzare tutte le vittime e a rimuovere l'inquinamento da radiazioni. Inoltre, con questo documento noi ribadiamo che tutte le nazioni dovrebbero legalmente essere obbligate a mettere al bando la produzione, il deposito, il trasferimento e l'uso del munizionamento a Uranio Depleto; che noi, appartenenti alla specie umana, abbiamo la missione di concludere trattati e ratificarli per mettere in esecuzione questi obblighi; e noi affermiamo che attraverso i nostri sforzi collettivi, dobbiamo essere in grado di tutelare le cose create su questa terra, dove non vi dovranno essere mai più vittime.