ELENCO 1989 DELLE BASI E DEI DEPOSITI DI ARMI NUCLEARI
tratto da "Quello che USA e URSS sanno e gli italiani non devono sapere" - Avvenimenti, 29 marzo 1989 - inchiesta di Alfonso Navarra
commento alla mia mappa di Ernesto Balducci: "Armi e segreti contro la democrazia". Scrive Balducci: "Mentre i suoi uomini politici celebravano un boom economico dopo l'altro, mentre andavano elaborando i progetti di una democrazia sempre più perfetta, l'Italia stava vivendo una metamorfosi che l'ha ridotta ad un mostruoso insetto atomico... La mappa delle basi missilistiche in Italia è lo specchio dell'abdicazione alla sovranità che i custodi della nostra Costituzione hanno compiuto passo dopo passo... L'arma nucleare è di sua natura offensiva... Nei fatti si è instaurata una specie di diarchia, in forza della quale a noi restano i giochi formali della sovranità, ad altri tocca, dietro una spessa cortina di segreti militari, il suo esercizio... Il segreto militare è una specie di cancro che svuota dall'interno la nostra democrazia."
28 strutture collegate al sistema nucleare - vanno ovviamente controllate le strutture completamente smantellate o convertite, tipo la ex base di Comiso (Ragusa), diventata di recente aeroporto civile (che quindi non cito, come pure non cito i 12 porti a rischio nucleare)
Montichiari (provincia di Brescia)
Bressanone (provincia di Bolzano)
Bagnoli di Sopra (provincia di Padova)
Zelo (provincia di Rovigo)
Codognè (provincia di Treviso)
Oderzo (provincia di Treviso)
Ceggia (provincia di Venezia)
Chioggia (provincia di Venezia)
Portogruaro (provincia di Venezia)
Affi (provincia di Verona)
Bovolone (Provincia di Verona)
Monte Calvarina (provincia di Verona)
Sanguinetto (provincia di Verona)
Sito Pluto di Longare (provincia di Vicenza)
San Giovanni in Monte (provincia di Vicenza)
Tormeno (provincia di Vicenza)
Cordovaso (provincia di Udine)
Aeroporto di Rimini-Miramare (provincia di Rimini)
Camp Darby (provincia di Pisa)
Monte Cavo (provincia di Roma)
Gioia del Colle (provincia di Bari)
Sigonella (provincia di Catania)
Sferracavallo-Isola delle Femmine (provincia di Palermo)
Sinis di Cabras (provincia di Oristano)
Perdasdefogu (provincia di Nuoro)
Isola di Santo Stefano (provincia di Sassari)
Monte Limbara (provincia di Sassari)
Triangolo Marargiu- Monte Minerva - Iscala Piccada (provincia di Sassari)
Fatte rapidamente le dovute verifiche (basta sentire i comitati locali operativi e provvedo subito a farlo) abbiamo quindi 42 strutture in Italia che potrebbero essere collegate al "sistema nucleare", che è parte del più ampio sistema difensivo NATO...
Forse non tutti sanno che...qualche info per scettici e disinformati
Ma non ci eravamo liberati dalle atomiche ancora ai tempi di Reagan e Gorbaciov?
No, purtroppo. Dopo le speranze degli anni 90, la situazione si è progressivamente deteriorata, tanto che il Bulletin of the Atomic Scientists ha riportato il Doomsday Clock (il simbolo che rappresenta il grado di pericolo della situazione atomica internazionale) a cinque minuti prima della mezzanotte, sui livelli dei primi anni 80. Ci sono ancora decine di migliaia di bombe nucleari tuttora sparse per il pianeta; almeno una novantina di queste sono dislocate in Italia, in particolare nelle basi di Aviano (PN) e Ghedi (BS), senza contare che i nostri mari sono solcati ed i nostri porti visitati dai sottomarini nucleari USA. Le nucleari tattiche (ANT) sono state disattivate ma forse un terzo (circa 500) restano ancora a disposizione nei nostri depositi. Tutto questo mentre la guerra nucleare anche preventiva resta parte integrante dei piani militari delle superpotenze.
Perché rinunciare alle atomiche, visto che hanno garantito la pace in Europa per 60 anni?
L’equilibrio del terrore poteva funzionare finché la tecnologia atomica era in possesso di pochi stati soltanto. Oggi, sono almeno una quarantina i paesi che in pochi mesi sarebbero in grado di costruirsi un’atomica. In questo contesto, possedere le atomiche, lungi dall’avere un effetto dissuasivo nei confronti di chi non le ha, finisce per creare un effetto di emulazione con conseguenze disastrose per la proliferazione: se tu hai la bomba, perché non posso averla anch’io?
Finché qualche Stato canaglia avrà la possibilità di dotarsi di armi nucleari, sarebbe stupido che noi rinunciassimo alle nostre.
È vero proprio il contrario. Le nostre atomiche non hanno nessuna utilità in termini difensivi (non saranno certo loro ad impedire eventuali attacchi terroristici), mentre minano irrimediabilmente la nostra credibilità internazionale. Con quale autorità morale possiamo chiedere ad altri paesi di non dotarsi dell’atomica, se non dimostriamo di essere pronti a rinunciare alle nostre?
Ci sono già “Zone Libere da Armi Nucleari”?
Sì. Con vari trattati, a partire dal 1967, sono state riconosciute come “Zone Libere da Armi Nucleari” varie aree del pianeta: l’America Latina, il Pacifico Meridionale (Australia compresa), il Sudest asiatico, l’intera Africa, l’Antartide. Anche singoli stati, come l’Austria e la Mongolia, con la propria legislazione interna, si sono unilateralmente dichiarati “liberi da Armi Nucleari”.
L’Italia dovrebbe già essere un paese denuclearizzato, avendo sottoscritto il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP). Perché quindi fare una nuova legge, invece di chiedere la puntuale applicazione del diritto internazionale vigente?
Il TNP stabilisce l’impegno da parte degli Stati Non Nucleari (come il nostro), di non ricevere, produrre o comunque ottenere il controllo di armi nucleari. Tuttavia, la Nato ha elaborato la dottrina del cosiddetto “Nuclear Sharing” (condivisione nucleare), grazie alla quale sei paesi europei (tra questi, l’Italia) ospitano sul proprio territorio armi nucleari statunitensi, argomentando che tali armi non violerebbero il TNP perché rimangono sotto il diretto controllo di militari USA. (L'accordo rivelato dal NRDC di Washington la smentisce: esso mette a disposizione 30 delle 90 B-61 di Ghedi ed Aviano per la gestione e manutenzione diretta dell'Aeronautica italiana). Questa proposta di legge permetterebbe di dare una sorta di “interpretazione autentica” sull’argomento, sgombrando il campo da tale tesi, peraltro discutibile e già contestata da molte parti.
L’approvazione di questa legge metterebbe in discussione le nostre alleanze internazionali?
Una legge che, al di là delle ideologie, delle fedi, delle bandiere, vuole contribuire a salvare l'umanità tutta, non è certo antiamericana. Non è nemmeno una legge contro la Nato, visto che la maggior parte degli stessi paesi membri della Nato (ben 17 su 25) NON ospitano sul proprio territorio armi nucleari. Paesi NATO come la Grecia, l'Islanda, la Danimarca, il Canada, hanno rimosso le atomiche dal loro territorio. Tutti antiamericani?
Quante speranze ci sono che questa legge possa essere approvata dal Parlamento?
Se andiamo a vedere i precedenti storici, ben poche: nessuna proposta di legge di iniziativa popolare è mai stata approvata. Se però, come ci auguriamo, questa iniziativa riscuoterà molte adesioni e verranno raccolte molte firme, potrebbe servire a inserire finalmente il tema nell’agenda politica italiana ed europea. Detto questo, la proposta di legge è stata scritta per essere approvabile. L’obiettivo della denuclearizzazione può e dev’essere trasversale a tutte le forze politiche: di fronte all’incubo atomico, è ora di ricordarci tutti la nostra comune umanità e di superare qualsiasi altra divisione.
E se volessi saperne di più?
Sono molti i siti internet in cui trovi informazioni sul tema del nucleare. Ne indichiamo alcuni qui, senza alcuna presunzione di esaustività...
Rete Italiana per il Disarmo: www.disarmo.org
Campagna per il Disarmo Atomico:
http://www.osmdpn.it/appelli/disarmo_atomico/Disarmo_atomico.htm
Comitato “Via le Bombe”: http://www.vialebombe.org/
Nuclear Files (in inglese): www.nuclearfiles.org/
LA SANTABARBARA ATOMICA IN UN MONDO SEMPRE PIU' CONFLITTUALE
Le armi nucleari nel mondo
Testate USA strategiche: 9.170; Testate USA non strategiche: 1.225; Testate Russe strategiche: 7.622; Testate Russe non strategiche: 5.100; Gran Bretagna: 260; Francia: 450; Cina: 500; Israele: 200 (?); India: 100; Pakistan: 30; Corea del Nord: 8. Dati "Scientist for Global Responsability".
Il SIPRI YEARBOOK 2004 valuta 16.000 testate operative a cui vanno aggiunte 20.000 immagazzinate o in riserva.
Italia: 90 B-61 ad Aviano e Ghedi
Dobbiamo all'esperto Hans Kristensen, del NRDC (National Resource Defence Council) di Washington, che ha spulciato gli atti ufficiali del Dipartimento della Difesa USA, il reperimento delle tracce documentali che indicano la presenza in Europa di 480 bombe nucleari "a caduta" di cui 90 schierate in Italia, 40 a Ghedi e 50 ad Aviano. Sono le bombe messe a disposizione del "nuclear sharing" (condivisione nucleare) della NATO, quindi teoricamente impiegabili anche da piloti europei (i quali vengono addestrati alle "missioni nucleari"). Secondo il rapporto del NRDC, un terzo di questo arsenale atomico è destinato per la sua gestione e manutenzione, in base ad accordi segreti, alle Areonautiche Militari dei paesi ospitanti. Quindi all'Italia spettano direttamente per l'eventuale impiego dagli aerei 30 bombe.
Italia: 11 porti ufficialmente a rischio nucleare
Esiste una lista ufficiale dei "porti a richio nucleare" che include: Augusta, Brindisi, Cagliari, Castellamare di Stabia, Gaeta, La Maddalena, La Spezia, Livorno, Napoli, Taranto, Trieste. A questi può essere aggiunto Venezia. Nei porti attraccano navi a propulsione nucleare e sottomarini della VI Flotta USA, che hanno una funzione "di teatro", non strategica. E' importante ricordare che la funzione militare essenziale e specifica dell'arma sottomarina, che è la meno vulnerabile ad un Primo Colpo avversario, è precisamente la guerra nucleare. E' quindi logico presumere che il via vai di queste centrali atomiche galleggianti nel Mediterraneo sia nuclearmente "armato", niente affatto disarmato...
Le armi nucleari tattiche - ANT o ANNS
In Europa Occidentale, negli anni '80, ne erano attivate 6-7.000, 1.500 in Italia, buona parte a difesa della soglia di Gorizia, in conformità alla dottrina NATO del "first use", tuttora in vigore. L'ex presidente Cossiga ipotizza che un terzo di esse siano ancora custodite nei nostri "magazzini": il Trattato INF del 1987 le ha infatti disattivate, non smantellate. La Nuclear Posture Review del 2002, dottrina nucleare ufficiale di Washington, che teorizza la strategia dell'attacco preventivo contro gli "Stati canaglia" (si citano Corea del Nord, Iraq, Iran, Siria e Libia), afferma esplicitamente: "la NATO manterrà, al livello minimo consistente con le condizioni prevalenti di sicurezza, adeguate ANNS basate in Europa"...
Potenze nucleari potenziali o latenti (thresholds or stand-by nuclear powers)
Sono Paesi ufficialmente non nucleari ma che dispongono della tecnologia e dell'infrastruttura, grazie alle centrali "civili", per realizzare in pochissimo tempo un proprio arsenale atomico. In prima fila la Germania e il Giappone. Il Trattato di messa al bando totale dei test nucleari firmato nel 1996 (ma non ancora entrato in vigore: gli USA, ad es., non lo hanno ancora ratificato), elenca autorevolmente ben 44 paesi che dispongono delle capacità tecnologiche di dotarsi di un armamento nucleare: Algeria, Argentina, Australia, Austria, Bangladesh, Belgio, Brasile, Bulgaria, Canada, Cina, Colombia, Corea del Nord, Corea del Sud, Egitto, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, India, Indonesia, Iran, Israele, Italia, Messico, Norvegia, Olanda, Pakostan, Perù, Polonia, Repubblica Democratica del Congo, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria, Ucraina, Vietnam.
Stati del "Club nucleare" che non hanno aderito al TNP (Trattato di non proliferazione nucleare)
Coera del Nord, Israele, India e Pakistan
Armi Nucleari di Quarta Generazione
Si tratta di dispositivi esplosivi basati su processi atomici e nucleari che non sono vietati dal CTBT - il trattato che vieta i test - e sfuggono anche al TNP: le ricerche su di esse possono essere condotte liberamente anche dagli Stati non nucleari e si fondano su conoscenze e tecniche, ad es. la fusione controllata per confinamento inerziale, che vengono sviluppate in settori civili. Le nuove armi nucleari devono superare il vincolo della "massa critica" di materiale fissile (almeno 1 KG di Plutonio o Uranio 235) per sviluppare una potenza limitata, circoscritta, mirata e rilasciare bassi livelli di radioattività. Per spiegarci, con l'uso di soli 10 grammi di Plutonio non si provoca Hiroshima ma si fa saltare in aria solo l'area equivalente ad una grande piazza cittadina... Non sono identificabili con le mininukes, testate di piccola potenza, spesso piazzate su vettori penetranti, ma basate su principi fisici "tradizionali", senza innovazioni tecniche sostanziali, che la DJNO (Dottrina per le operazioni nucleari congiunte) del 2005 mette in competenza, per l'uso, ai sei "Comandi di Teatro" non rendendo più necessaria l'autorizzazione del Presidente USA.
LA SPERANZA DISARMISTA E' SCRITTA NEI TRATTATI, OLTRE CHE NELLA VOLONTA' DI PACE DEI POPOLI
Trattato di non proliferazione nucleare - TNP
Il testo è stato firmato a Washington, Londra e Mosca il 1 luglio 1968. Il Trattato è entrato in vigore il 5 marzo 1970. L'Articolo 1 proclama: "Ogni Stato nucleare contraente si impegna a non trasferire assolutamente a nessun destinatario armi nucleari o altri congegni esplosivi o il controllo su tali armi o congegni esplosivi direttamente o ondirettamente; e a non assistere, incoraggiare o indurre in nessun modo qualsiasi Stato che non disponga di armi nucleari a fabbricare o acquisire altrimenti armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, o il controllo su tali armi e congegni esplosivi". Nell'articolo 3: "Ogni Stato non nucleare contraente si impegna ad accettare misure di garanzia, come stabilito in un accordo che sarà negoziato e concluso con l'AIEA (Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica)". Nell'Articolo 6 i contraenti si impegnano "a perseguire negoziati in buona fede su misure effettive legate alla cessazione della corsa agli armamenti nucleari, e su un Trattato di disarmo generale e completo sotto uno stretto ed effettivo controllo internazionale".
Ogni 5 anni si tiene la Conferenza di Revisione del TNP, l'ultima si è svolta a New York nel maggio 2005. Il processo di disarmo è bloccato dalla pretesa delle potenze nucleari di porre come prioritario un accordo per vietare la produzione di materiale fissile. In linguaggio tecnico, si punta principalmente alla "controproliferazione", non alla riduzione degli arsenali esistenti.
La Conferenza del 2000 ha approvato i "TREDICI PASSI PER ADEMPIERE AGLI IMPEGNI DI DISARMO" il primo dei quali è la ratifica del trattato che vieta i test nucleari. Si invitano gli Stati nucleari ad effettuare "riduzioni unilaterali dei loro arsenali".
Opinione della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja (8 luglio 1996)
La minaccia e l'uso delle armi nucleari sono generalmente contrari al diritto internazionale con particolare riferimento al diritto umanitario. Tale diritto impone, per evitare sofferenze inutili alla popolazione (ma anche ai combattenti), di distinguere gli obiettivi militari dagli obiettivi civili (che devono essere esclusi dalle azioni di guerra). "Esiste un obbligo di perseguire in buona fede e concludere negoziati che conducano a un disarmo nucleare globale sotto il rigido ed effettivo controllo internazionale".
Quattro zone denuclearizzate nel mondo: America Latina, Pacifico del Sud, Sud Est Asiatico, Africa
All'interno di aree geografiche semicontinentali sono stati firmati trattati che proibiscono lo schieramento, la sperimentazione e lo sviluppo di armi nucleari.
Trattato per la Proibizione di armi nucleari in America Latina e nei Caraibi (Tlatelolco, 1985).
Trattato per la Zona libera da armi nucleari del Pacifico del Sud (Raroronga, 1985).
Trattato per la Zona libera da armi nucleari del Sud Est Asiatico (Bangkok, 1995).
Trattato per la Zona libera da armi nucleari dell'Africa ( Pelindaba, 1996)
Trattato per l'Antartide
Il Trattato firmato a Washington il 1° dicembre 1959 riconosce che giova all’interesse di tutta l’umanità che l’Antartide sia riservata per sempre soltanto ad attività pacifiche e non divenga né il teatro né il motivo di vertenze internazionali.
Dichiarazione di Barcellona (28 novembre 1995)
La Conferenza di Barcellona del 27 e 28 novembre 1995, con la sua dichiarazione, sottoscritta dai Paesi UE, dai Paesi arabi e dagli stessi rappresentanti dello Stato d'Israele e dell'Autorità Nazionale Palestinese, concorda sull'obiettivo di "fare del Bacino mediterraneo una zona di dialogo, di scambi e di cooperazione che garantisca la pace, la stabilità, la prosperità".
Nella citata dichiarazione "le parti perseguono l'obiettivo di creare un'area mediorientale reciprocamente ed efficacemente controllabile, priva di armi di distruzione di massa, nucleari, chimiche e biologiche e dei loro sistemi di consegna".
Due Paesi "liberi da armi nucleari": Austria e Mongolia
Singoli Stati hanno emanato legislazioni che stabiliscono lo status di Paesi "liberi da armi nucleari". L'Austria lo ha fatto nel 1999, la Mongolia nel 2000. E' l'esempio che proponiamo all'Italia di seguire.
Risoluzione del Parlamento Europeo (9 marzo 2005)
Appoggia la Campagna dei "Sindaci per la Pace", lanciata dalle città di Hiroshima e Nagasaki, che si propone "l'eliminazione totale di tutti gli armamenti nucleari dalla faccia della Terra per l'anno 2020".
Paesi NATO che si sono liberati delle armi nucleari
Canada, Danimarca, Grecia, Islanda. Le ultime 20 testate che, nel 2001, la Grecia dismise forse sono state spostate ad Aviano. Nella NATO - questo è il punto - ci si può stare, per statuto, come si vuole, ogni Paese è libero di contribuire come crede alla difesa comune.
La mozione del Parlamento belga (luglio 2006)
In Belgio governa una maggioranza di centro-destra. Nel luglio 2006, sia alla Camera che al Senato, dietro la spinta degli abolizionisti belgi, sono passate mozioni, che impegnano il governo a decidere ed attuare la rimozione delle testate nucleari presenti sul proprio territorio, incluse quelle installate sui sommergibili e sulle navi. Si chiede, in sostanza, di "fare come la Grecia"...