Somalia - Madina, un "generale" a capo dei più deboli e in cerca soltanto di pace (CO, Misna, 23/11/2007)

A Mogadiscio tutti la conoscevano come il ‘generale Madina', un appellativo che Madina Mohamud Ilmi aveva conquistato per meriti molto diversi da quelli militari, difendendo cioè i diritti dei più deboli di Mogadiscio di fronte a tutti i signori e signorotti che hanno comandato, con la forza delle armi, della violenza e del sopruso, da quando nel 1991 la caduta del dittatore Siad Barre fece sprofondare nel caos l'ex-colonia italiana. Mezzi d'informazione locali e documenti internazionali l'avevano citata più volte come un esempio di operatrice umanitaria e di pace. “È con profonda tristezza che apprendiamo la notizia della morte della signora Madina Elmi il 16 novembre 2007” dice una nota di Eric Laroche, coordinatore degli Affari umanitari Onu, che definisce Madina “una delle più importanti figure della società civile somala; la sua straordinaria guida dei gruppi femminili di Mogadiscio e la sua fermezza le sono valse il titolo di generale” dice tra l'altro la nota, in cui si ricorda che fu l'impegno di Madina a consentire, 10 anni fa, la riabilitazione dell'ospedale di Benadir. Madina è morta venerdi scorso; stava distribuendo acqua e cibo alle famiglie di sfollati di Mogadiscio sul suo 'campo di battaglia', se così si può dire, quando è stata colpita da una pallottola che, partita “per sbaglio” dall'arma di un soldato, l'ha colpita allo stomaco. “Difendere i gruppi vulnerabili come gli sfollati e cercare una pace duratura in Somalia era la sua vocazione” si legge nella nota del'Onu che ricorda anche l'impegno per lo smantellamento dei check-points gestiti dalle milizie che infestano il paese e per la riforma delle milizie armate. “Essere un operatore umanitario oggi in Somalia vuol dire essere un eroe…e sicuramente la Somalia ha perso una delle sue eroine” scrive Laroche in conclusione della nota. (CO, Misna,  23/11/2007)