Sciopero dei migranti del 1° marzo in nome della Pace e della nonviolenza
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IL
1° marzo prossimo è stato proclamato, sull'esempio di
un'analoga iniziativa avvenuta negli USA alcuni anni fa, il primo
sciopero nazionale dei migranti residenti in Italia. E' un'iniziativa
dall'altissima importanza, in un momento nel quale nel nostro Paese
una fortissima ondata xenofoba e razzista sta investendo settori
sempre più ampi della società.
PeaceLink aderisce all'iniziativa in nome della
convivenza civile, del rispetto dei diritti umani, della Pace e della
nonviolenza, fari del nostro agire sin dalla nascita della nostra
prima rete nel 1991. Tra i grandi testimoni della nonviolenza, nel
cui solco cerchiamo ogni giorno di impegnarci, ci sono sicuramente il
Mahatma Gandhi e Aldo Capitini.
Gandhi fu assassinato da un fanatico indù
perché cercava di costruire ponti tra musulmani, indù e
tutti gli indiani. Il Mahatma sognava un'India plurale, culla della
convivenza tra religioni. Vide con dolore le divisioni crescenti, e
la separazione di regioni a prevalenza musulmana come il Pakistan
dall'India.
Aldo Capitini, ideatore della prima Marcia per la
Pace Perugia-Assisi e fondatore del Movimento Nonviolento e della
rivista Azione Nonviolenta, vedeva nell'apertura verso l'altro, nel
riconoscersi reciproco, le basi fondamentali della nonviolenza e del
futuro dell'umanità. Sognava, e cercava di costruire, una
religiosità aperta, al di fuori delle mura e delle gerarchie
delle Chiese istituzionalizzate.. Una religiosità che dovrebbe
sgorgare direttamente dal cuore delle donne e degli uomini e che vuol
costruire un mondo e un futuro migliori.
Una stanza ermeticamente chiusa, senza finestre
e con la porta sbarrata, è venefica. Dopo poco l'aria comincia
a imputridire, a diventare irrespirabile, a rendere impossibile
viverci. Oggi in Italia, in nome di ideologie e di interessi
economici (non dimentichiamoci mai chi gestisce, e ha gestito negli
anni, alcuni dei Centri di Permanenza Temporanea più
importanti) e politici di pochi si vuole chiudere ogni porta,
sbarrare ogni finestra, avvelenare l'aria della convivenza civile.
Proseguire verso questa china è irresponsabile e devasta ogni
possibilità di futuro.
Le politiche migratorie (a partire
dall'incocepibile sconcezza del cosiddetto pacchetto sicurezza del
luglio scorso) sono la cartina al tornasole del futuro che stanno
prospettando. I migranti lo hanno capito per tempo, e sempre più
stanno cercando di trasmetterlo a tutti i cittadini. Come ha scritto
diversi mesi fa Saviano, e come ha ribadito Ulisse Acquaviva domenica
scorsa su http://www.mamma.am
, i migranti stanno lottando per i diritti di tutti gli italiani,
stanno portando avanti lotte che gli 'italiani' (ma, tornando a
Capitini, non sarebbe l'ora di abbattere queste differenze e
costituire una vera cittadinanza planetaria?) non portano più
avanti. E, con lo sciopero del 1° marzo, daranno una
dimostrazione di come non si può vivere in un luogo che si
rinchiude in sé stesso, che non permette all'aria di
circolare, che si destina a morire avvelenato.
Per questo
siamo al fianco dei migranti e sosteniamo lo sciopero del 1°
marzo. In nome dei diritti umani, della convivenza, della
cittadinanza planetaria, della PACE.
Alessio Di Florio
Coordinatore informativo Ass. PeaceLink